La musa è il Museion

Francesco Vezzoli si tramuta in «guest curator» e reinterpreta a modo suo le collezioni

Federico Florian |  | Bolzano

Alterare e decostruire, con esiti spesso esilaranti, sono le principali preoccupazioni di Francesco Vezzoli. Multiforme è l’oggetto di tali alterazioni: in sintesi, la cultura pop nelle sue varie manifestazioni, dalla pubblicità al cinema ai prodotti di consumo. Lo dimostra il trailer del remake del «Caligola» di Tinto Brass, film erotico del 1979 reinterpretato da Vezzoli in chiave trash (2005); o la campagna pubblicitaria (diretta da Polanski) di «Greed» (Avidità), «the new fragrance by Francesco Vezzoli», che vede le attrici Natalie Portman e Michelle Williams contendersi disperatamente una boccetta di profumo (2009).

Eppure non solo l’immaginario pop è al centro degli interessi dell’artista bresciano: anche la storia dell’arte, per Vezzoli, rappresenta un’inesauribile fonte d’ispirazione. Una via che conduce, ancora una volta, a trasformazioni e decostruzioni: come la serie di
...
(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Federico Florian