La mostra di Nitsch censurata in Messico aprirà a Palermo. Ma una petizione online chiede di cancellarla

Un'«azione» di Hermann Nitsch. Foto © (c) Atelier Hermann Nitsch
Giusi Diana |

Palermo. Dopo la mostra di Regina José Galindo, Zac lo spazio espositivo comunale ai Cantieri Culturali alla Zisa, si prepara ad ospitare un altro artista internazionale che utilizza la violenza come proprio codice formale: Hermann Nitsch, con la mostra «Das Orgien Mysterien Theater», il cui opening è previsto il 10 luglio (mostra aperta fino al 20 settembre). L’annuncio ha colto di sorpresa dal momento che si tratta della mostra che era stata cancellata a febbraio di quest’anno all’ultimo momento dalla Fundación Jumex di Città del Messico, facendo gridare allo scandalo per «l’imbarazzante censura» collezionisti, curatori e critici d’arte.
Il 76enne artista viennese da parte sua aveva dichiarato che non era mai accaduto che una istituzione d’arte cancellasse una sua mostra e per di più con dispendio di risorse economiche, visto che le opere erano già in viaggio dall’Austria al Messico. Ora arriva da Palermo
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