La meccanica dell’anima di Rebecca Horn

Sei sculture cinetiche dell'artista tedesca nella mostra personale da Studio Trisorio

Una veduta della mostra «Lo stato dell’anima» (2022), Studio Trisorio, Napoli
Olga Scotto di Vettimo |  | Napoli

«Lo stato dell’anima» è il titolo della personale di Rebecca Horn (Michelstadt, 1944) visitabile fino al 30 giugno allo Studio Trisorio. Le sei sculture meccaniche, realizzate fra il 1988 e il 2022, sono macchine cinetiche che combinano oggetti eterogenei, tratti dal vissuto quotidiano o dal mondo naturale. I sei dispositivi appaiono profondamente stranianti sia per le associazioni proposte sia per la capacità dell’artista tedesca di coniugare profondità di messaggio e leggerezza della forma affidandosi anche a poetici giochi d’ombre.

I grilli meccanici («Art Eeaters», «Mangiatori d’arte»), le scarpe da sposa («Die Preußische Brautmaschine», «La macchina nuziale prussiana»), gli specchi («Die Brüste der Dreieinigkeit», «I seni della trinità»), la conchiglia («Die Dreifaltigkeit der Begierde», «La trinità del desiderio»), i pennelli da trucco di «Die zehnköpfige Schlange» («Il serpente a dieci teste») specificano la sua visione della vita, dell’universo femminile e dell’arte.

La mostra presenta anche tre «Bodylandscapes»: «Schreib Winde» («Argano da scrittura»), «Feder Flug» («Volo di piume») e «Schwebezustand der Seelenfrucht» («Stato fluttuante del frutto dell’anima»), grandi disegni che corrispondono esattamente alla massima estensione del corpo dell’artista. Si tratta di tracce che registrano pulsioni, passioni ed emozioni, ma anche segni del mondo esterno, veri atti performativi da leggere in continuità con il lavoro sul corpo iniziato negli anni ’70.

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