La libertà nella clausura | SISSI

Le voci degli artisti nel coprifuoco da coronavirus

Sissi durante la performance a Palazzo Bentivoglio a Bologna. Foto: Okno Studio
Valeria Tassinari |

«Dal primo giorno di quarantena la cultura, l’arte e gli artisti stanno operando intensamente come distensori per le linee nervose che vibrano in questo momento “elettrorecettivo”. Siamo chiusi in casa, ma autorizzati a cercare, nel remoto, intrattenimento e idee per mantenere l’ottimismo nello spirito e soprattutto per “ascoltare” questo momento di rottura per rileggerlo e “resiliere” alla prospettiva dell’inizio secolo.

A volte, fermandomi come in punta dei piedi sulla soglia di casa, interpreto l'anno 2020, come il primo centimetro di un metro. E tutti quei punti che rincorriamo lungo linee rette quotidiane ora si restringono in un solo punto.

Siamo in un punto centrale. La casa ci corrisponde, noi aderiamo a lei adagiando spalle al muro e mani a terra per produrre calore, non solo per essere un tempo d’intimità, ma anche un viaggio introspettivo, onirico, esistenziale a volte scoraggiante, ma utile a riportarci al centro di quella misura di umanità che ci corrisponde.

In seguito alla chiusura anticipata della mia mostra “Vestimenti” (a Palazzo Bentivoglio a Bologna, Ndr) nasce così il progetto “Abitamenti” insieme al curatore Antonio Grulli. Da subito il doversi ritrarre nel guscio ha generato nella nostra mente uno slancio in fuori. Il corpo rimane chiuso in casa mentre i pensieri escono nella forma di una linea che potendo scivolare fuori si allunga dando continuità a ciò che si è fermato. Il segno della matita è continuo, una gioia che non vuole fermarsi trovando in riccioli, curve e retromarce un nuovo modo di vedere il contorno delle cose.

Da ogni giorno stacco una parola, una voce, un pensiero per innestarla dentro la sede della metamorfosi dei tempi, Instagram. Le sue stories si sono fatte grandi, hanno preso chili e carne sono per me materia organica e perciò è noto che maturino fino a diventare una famiglia cui diamo saluto ogni “buongiornotte”. Il virtuale è diventato il nido delle idee. Lo strumento che impone al nido la forma è il corpo dell’uccello, spinto da forze interne, rotazione, slanci e sospensioni. Quello che costruiamo rimane e continua a crescere con noi».

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