La libertà nella clausura | MARCO TIRELLI

Le voci degli artisti nel coprifuoco da coronavirus

Guglielmo Gigliotti |

«L’invisibilità di questo agente nascosto, il virus, ci ricorda di un mondo celato intorno a noi, non tangibile. Il virus è venuto alla luce arrampicandosi dal profondo, oscuro abisso della vita psichica, fatto di ombre, spettri, immagini, censure, ricordi, ossessioni, sogni, pensieri, sentimenti, paure, desideri.

È il mondo dell’interiorità, è il mondo dello spirito e a questo il virus ci richiama, all’ascolto di quel canto soffocato dall’esteriorità, dall’apparente, dal banale. Senza rumori, senza esibizioni, anche le città ci permettono, ora, un ascolto interiore, non inquinato, altrimenti fino ad ora coperto. Mentre scrivo, da fuori, solo il suono della fontanella».

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