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Opinioni

La libertà nella clausura | LORIS CECCHINI

Le voci degli artisti nel coprifuoco da coronavirus

Loris Cecchini. Foto: Tayu Vlietstra

«L'isolamento porta cose interessanti. Personalmente ho sempre perseguito questa pratica, alternando periodi di concentrazione, distacco, separazione e distanza ad altri in cui è necessario muoversi, relazionarsi, stare in giro. Credo che buona parte dell’arte richieda isolamento, sia per chi la pratica sia per chi la coglie, mettendo in moto la nostra capacità individuale di ascolto e percezione delle cose. Un momento in cui la nostra interiorità ha più spazio e può aiutarci a prendere delle decisioni riguardo alle nostre vite.

Il mio quotidiano, come quello di tutti, è cambiato nel numero di relazioni esterne, tanti progetti in Italia e all’estero sono rinviati a momenti migliori. Istituzioni pubbliche e società private vivono un momento di nebbia totale, cercando di reagire con una progettualità variabile. Produzioni, trasporti e date di piccoli e grandi eventi stanno sul calendario come le onde del mare, in Italia, Cina, Finlandia, Francia, ovunque.

Questa mancanza di scadenze non mi impedisce comunque di lavorare: sono sempre a disegnare, a leggere e a studiare cose diverse. Ho ripreso dei modelli di sculture lasciate ferme da mesi per altre priorità, continuo a disegnare sia con tecniche tradizionali sia progettando in 3D elementi diversi da produrre in futuro. Tutto questo senza ansia, senza fretta, come vogliono gli acquerelli. C’è una specie di deserto di fronte a me, ma non significa che sia vuoto: vi percepisco tanti elementi in continuo movimento. E questo è emozionante.

In questo periodo di arresto forzato ho la fortuna di godermi la mia casa studio a Milano, progetto diventato operativo solo pochi mesi fa, dove faccio base con la mia famiglia. Questo grande spazio è un luogo versatile, a volte laboratorio di produzione intensa, altre volte di socializzazione e incontri. Lo studio è sempre stato per me un luogo importante, deposito continuo di esperienza, luogo di sensibilità e di esperimento, contenitore di possibilità».

a cura di Franco Fanelli, edizione online, 27 marzo 2020



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