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La Francia dedica quattro città alla sua cucina

A Lione la prima «Cité de la gastronomie». Seguiranno Digione, Paris-Rungis e Tours

L’antica farmacia dell’ospedale alla Cité de la Gastronomie di Lione. © Thierry Fournier, Metropole de Lyon

Lione (Francia). La Cité de la Gastronomie di Lione ha aperto le porte il 19 ottobre: è la prima delle quattro Cité dedicate alla cucina francese di un progetto nato sulla scia dell’iscrizione, nel 2010, del «pasto gastronomico» dei francesi alla lista del Patrimonio immateriale dell’Unesco.

Un progetto di «network» di musei e centri culturali lanciato nel 2013 dalla Mfpca-Missione francese del patrimonio e delle culture alimentari, l’ente che aveva appoggiato la candidatura per l’Unesco. Le altre apriranno a Digione, Paris-Rungis e Tours.

Ogni Cité ha il suo tema. Lione, che il critico culinario Maurice Curnonsky nominò «capitale gastronomica del mondo» nel 1925, ha scelto «salute e nutrizione». La Cité ha sede nel Grand Hôtel-Dieu, il monumentale palazzo affacciato sul Rodano, nel centro storico, la cui facciata settecentesca si deve all’architetto Jacques-Germain Sufflot (lo stesso del Panthéon di Parigi) e che ospitò il primo ospedale della città. Dal 2015 è stato al centro di importanti lavori.

La Cité punta ad accogliere 300mila visitatori all’anno.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 402, novembre 2019

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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