La fantasia è geodetica

Shio Kusaka espone da Gagosian a Roma i suoi vasi ispirati alla geometria astratta

Shio Kusaka, (line 65), 2017 ceramica 71.12 x 48.26 x 48.26 cm Foto di Brian Forrest. Courtesy Shio Kusaka e Gagosian
Silvano Manganaro |  | Roma

Uno dei più straordinari reperti ceramici della storia è la cosiddetta Brocchetta di Gurnià, un vasetto di arte minoica risalente al periodo neopalaziale (1700-1400 a.C.) alto 20 centimetri e conservato al Museo Archeologico di Heraklion. La straordinarietà del manufatto è la sua decorazione: un polpo che, allargando i suoi tentacoli, asseconda parzialmente lo spazio e fa scomparire la forma del vaso.

In chiave totalmente astratta e assolutamente contemporanea (si è spesso parlato di riferimenti al lavoro di Agnes Martin e Sol LeWitt), in molte delle sue creazioni Shio Kusaka (Morioka, 1972) riesce a dar vita allo stesso incredibile gioco: assecondare le forme di un vaso e, allo stesso tempo, contraddirle. L’artista giapponese, residente a Los Angeles con il marito pittore Jonas Wood, è entrata da qualche anno nella scuderia di Larry Gagosian e a Roma, fino al 26 maggio, presenta i suoi ultimi
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