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Mostre

La famiglia al centro di «Photo50»

Alla London Art Fair la rassegna dedicata alla fotografia contemporanea

«Moises» foto di Mariela Sancari (particolare). Cortesia: Patricia Conde Galeria

Londra. «Who’s looking at the family, now?»: nasce da una domanda la mostra della prossima edizione di Photo50, spazio dedicato alla fotografia contemporanea all’interno della London Art Fair che si tiene dal 16 al 20 gennaio al Business Design Center.

Con questa scelta, il curatore Tim Clark torna su alcuni nodi tematici che Val William aveva già tracciato nel 1994 con l’esposizione omonima al Barbican Center. Le dinamiche della vita famigliare, quindi, rilette attraverso i cambiamenti avvenuti negli ultimi vent’anni. Periodo nel quale, ovviamente, il linguaggio fotografico ha subito grandi trasformazioni tecnologiche e concettuali.

Le opere dei 14 autori in mostra mirano proprio a decostruire l’idea stessa di fotografia di famiglia, arricchendola di complessità e contraddizioni. Spesso, per questi autori, il punto di partenza è un’esperienza personale, come nei casi di Matt Finn, che per trent’anni ha ritratto la madre, o di Louis Quail, che racconta il rapporto con il fratello Justin, affetto da schizofrenia.

La mostra riunisce anche diverse opere legate all’assenza e alla perdita. È il caso del video «My Sister» di Erik Kessels nel quale si vede in loop una partita a ping-pong fra l’autore e la sorella minore, scomparsa poco dopo in un incidente.

Le fotografie di Mariela Sancari sono il risultato degli annunci che ha pubblicato per cercare uomini con lo stesso aspetto e la stessa età che il padre potrebbe avere ora, se non si fosse tolto la vita quando lei aveva quattordici anni. Anche Alba Zari avvia un’indagine sulla possibile identità del padre mai conosciuto utilizzando strumenti scientifici, immagini d’archivio, foto segnaletiche e costruzioni facciali 3D.

Non mancano in mostra i lavori di connotazione più sociale, come la serie di Poulomi Basu, che in tutta Europa ha ritratto donne i cui figli si sono trasferiti in Siria per unirsi all’Isis. Si tratta di differenti approcci che guardano, utilizzando le varie possibilità della fotografia contemporanea, all’idea di famiglia nelle sue tante accezioni possibili.

Monica Poggi, da Il Giornale dell'Arte numero 393, gennaio 2019


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