La curiosità di Giuliano Briganti, studioso eterodosso

Cento anni fa nasceva lo studioso capace di occuparsi con chiarezza di arte antica e moderna e di esplorare sempre nuovi territori

Giuliano Briganti
Stefano Miliani |

Firenze.«Così come ai primi navigatori apparivano tenebrose e irraggiungibili le estreme frontiere dell’oceano, ai primi esploratori del profondo apparivano vertiginosi e senza fine gli abissi dell’anima. Ma allo sgomento si accompagnava una irresistibile attrazione, quell’umano istinto alla ricerca e alla scoperta … ». Giuliano Briganti così appuntava a pagina 17 nell’edizione 1989 dei suoi Pittori dell’immaginario, volume in cui tra l’onirico Heinrich Füssli e William Blake e autori meno rinomati sondava esperienze dai riflessi psicoanalitici, sociali e politici.

Non suonerà troppo una forzatura se in quel passo lo studioso si può intravedere anche (non solo) un ritratto di sé: tra altre virtù lo nutrì fino in fondo la volontà di esplorare territori della cultura inaspettati, di ampliare le proprie conoscenze. E sono passati cent’anni: nasceva infatti a Roma il 2 gennaio 1918,
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