La cultura pilastro del prossimo G20 a presidenza italiana

Il MiC ha organizzato un primo ciclo di conferenze internazionali di avvicinamento all’appuntamento

Olafur Eliasson e Günther Vogt, «The Yellow Forest», 2017. Foto Filipe Braga. Cortesia dell'artista
Redazione |

Come possono cultura e patrimonio culturale guidare l’azione sul clima? Come sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per la prevenzione e la gestione dei rischi? Come può la cooperazione internazionale aiutare le istituzioni a rispondere in caso di emergenza? Quali sono le sfide per riallineare i contenuti della formazione alle reali esigenze dei beni culturali? Sono questi i temi al centro del prossimo G20 Cultura che il MiC ha affrontato in un primo ciclo di conferenze internazionali di avvicinamento all’importante appuntamento.

Agli incontri hanno partecipato esperti, studiosi e operatori di tutto il mondo – UNESCO, UNIDROIT, ICOM, Eurojust, INTERPOL, UNITE4HERITAGE – le cui proposte e riflessioni alimenteranno il dibattito della riunione ministeriale del 29 e 30 luglio a Roma. Le tematiche culturali sono una peculiarità della Presidenza italiana che le ha inserite tra i pilastri fondamentali della propria Agenda.

«Per troppi anni la cultura è stata marginale nei grandi vertici internazionali e anche per questo, quando l’Italia ha presieduto il G7, ha proposto la creazione di un G7 cultura, che in quell’edizione fu svolto a Firenze con risultati significativi. Sull’esempio di quell’esperienza, nel prossimo G20 i temi culturali saranno centrali», così il Ministro Dario Franceschini nel suo intervento ai webinar. Sul sito dedicato sono pubblicati gli interventi e i contenuti presentati.

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