La cultura crea economia: nel 2015 in Italia ha prodotto un valore aggiunto di 90 miliardi di euro (il 6,1 del Pil nazionale)

Presentata a Bologna la ricerca di Nomisma sull'impatto economico degli investimenti nel settore culturale. Il caso dei musei di Genus Bononiae: per ogni euro investito si è generato un effetto moltiplicatore di 2,2 volte

Un particolare del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell'arca in Santa Maria della Vita a Bologna
Stefano Luppi |

Bologna. In Italia, e a Bologna soprattutto, con la cultura si mangia, giusto per smentire l'ormai  celebre frase di un ex ministro italiano. A dirlo è una ricerca della società Nomisma presentata il 28 gennaio al bolognese Palazzo Pepoli.
Nell’occasione Nomisma ha presentato il valore dell’industria culturale italiana e successivamente è stato analizzato il case history dei musei della Fondazione Carisbo Genus Bononiae di Bologna da cui è emerso che per ogni euro investito dai musei presieduti da Fabio Roversi Monaco si è generato un effetto moltiplicatore più alto del doppio (2,2 volte), con un indotto diretto e indiretto pari a 33 milioni di euro nel 2016 (lo 0,1% del Pil di Bologna).
Ma, stando all’analisi di dati del 2015, è tutto il sistema culturale italiano a stare bene, secondo lo studio «L’impatto economico degli investimenti in cultura». Nel 2015 l’industria culturale italiana
...
(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Stefano Luppi