La Corte suprema nega alla Fundació il diritto morale

Roberta Bosco |  | Madrid

La fondazione intitolata a Dalí deve riscuotere tutti i diritti sulla gestione commerciale dell’artista, ma non ha potere sugli aspetti morali

La Corte suprema di Madrid ha messo il punto definitivo a un contenzioso di lunga data tra la Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres e l’editore catalano Juan Javier Bofill, reo di aver sfruttato il nome e l’immagine di Dalí senza autorizzazione. La sentenza, emessa il 20 giugno scorso, ratifica il diritto patrimoniale della fondazione, l’unico soggetto che può concedere o negare licenze per lo sfruttamento commerciale dell’opera e l’immagine di Dalí, ma è invece dello Stato, unico erede dell’artista, il diritto e il dovere di difendere la sua immagine da usi denigranti e umilianti. «Bofill è stato riconosciuto colpevole di concorrenza sleale, violazione dei diritti d’autore e della proprietà intellettuale.

È stato un processo lungo e difficile ma favorevole
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