La contemporaneità in otto videoinstallazioni

Artisti da tutto il mondo gettano luce su lavoro nero, crisi climatica, migrazioni, pandemia e specie in via di estinzione

«Venetian Lagoon», una delle opere in mostra al Complesso dell’Ospedaletto. © Giacomo Bianco
Veronica Rodenigo |  | Venezia

in Between Art Film, fondazione nata a Roma nel 2019 su iniziativa di Beatrice Bulgari, presenta dal 20 aprile nel Complesso dell’Ospedaletto la sua prima mostra, intitolata «Penumbra», curata da Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi e allestita da Ippolito Pestellini Laparelli. Otto videoinstallazioni sono state commissionate a Karimah Ashadu (Regno Unito, 1985), Jonathas de Andrade (Brasile, 1982), Aziz Hazara (Afghanistan, 1992), He Xiangyu (Cina, 1985), Masbedo (Italia, Nicolò Massazza, 1973, e Iacopo Bedogni, 1970), James Richards (Regno Unito, 1983), Emilija Škarnulyte (Lituania, 1987) e Ana Vaz (Brasile, 1986).

La mostra tratta varie zone d’ombra della contemporaneità: dai minatori di stagno clandestini nella regione nigeriana di Jos ritratti da Karimah Ashadu all’oscurità della Kabul occupata dai Talebani ripresa da Aziz Hazara; dalle aspirazioni di uno studente cinese nella Berlino in lockdown illustrata da He Xiangyu a un ritratto corale della memoria storica dell’isola di Lampedusa prima dello sbarco degli Alleati raccolto dai Masbedo. Attenzione anche a temi quali il contagio (James Richards), l’emergenza ecologica, il colonialismo (Emilija Škarnulyte) le specie in via d’estinzione salvate nello zoo di Brasilia. Previsto anche un public program interdisciplinare curato da Bianca Stoppani e Paola Ugolin, rispettivamente editor e curatrice della Fondazione.

© Riproduzione riservata
Calendario Mostre
Altri articoli di Veronica Rodenigo