La collezione Bertero | L'intervista

Una storia di passione lunga trent’anni. Da qui nasce una raccolta unica in Italia per originalità

Walter Rosenblum, «Three boys on a swing. Pitt Street, N.Y.» (1938)
Walter Guadagnini |

Guido Bertero La mia passione per la musica classica è nata in un modo casuale, come molte cose che hanno segnato la mia vita. Avevo 18 anni, ero appena rientrato a Torino da un soggiorno di studio negli Stati Uniti, dove avevo assistito a un bellissimo concerto nell’auditorium dell’Università di Stanford. Era stata la suggestione del luogo ad avere la meglio in quell’occasione, una notte stellata, la situazione particolare, non tanto la musica in sé. Rientro a Torino e vado a tagliarmi i capelli; c’era un ottimo barbiere all’Hotel Palace e quando entro vedo un signore dal volto noto. Scopro non so come che era Arthur Rubinstein, una leggenda vivente del pianismo. In quegli anni non c’erano i social, la fama passava attraverso i giornali e quello era un personaggio che superava i limiti della cronaca culturale. Insomma, resta il fatto che io con la mia abituale faccia tosta mi metto a
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata Franco Fontana, «Basilicata» (1975) «Alpe di Siusi» (1979) di Luigi Ghirri (particolare) è l’ultimo acquisto di Guido Bertero che in proposito ha dichiarato: «La magnifica foto di Ghirri che ho voluto come copertina del volume Allemandi mi sembra quasi una dichiarazione di poetica» Pietro Donzelli, «Giorno di festa. Delta del Po» (1954)
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