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Mostre

La classifica mondiale delle mostre più visitate

Tutankhamon nel mondo e la Biennale in Italia sono le più visitate del 2019. Munch, Klimt, Ai Weiwei, Banksy e Warhol gli artisti più popolari

Visitatori in coda alla mostra blockbuster su Tutankhamon a La Villette di Parigi. © Nicolas Krief

Ricordate l’acqua alta lo scorso autunno a Venezia? Un disastro, anche per il patrimonio della più famosa città d’arte al mondo. Un lieve danno per la mostra di arti visive della Biennale di Venezia: il presidente Paolo Baratta ha concluso il suo ultimo mandato senza riuscire a raggiungere un altro record di visitatori.
«Solo» 593.616 (due anni prima erano stati 615mila), ma in ogni caso un afflusso rilevante, che fa della rassegna la più visitata mostra italiana con biglietto dedicato (cioè non incluso in quello della visita a una sede museale) e la 19ma al mondo.

Poi è arrivato il lockdown imposto dalla pandemia di Coronavirus e quell’alluvione, al confronto, sembra un’inezia, così come sono bastati pochi mesi di emergenza perché temi come visitatori e mostre sembrino appartenere a un’altra epoca.

Ma tornando ai numeri, che ora paiono ancora più freddi del solito, se si analizzano le classifiche per visitatori totali, il podio italiano è tutto degli Uffizi, ma va tenuto in conto che alle iniziative del frequentatissimo museo si accede con lo stesso biglietto delle collezioni permanenti: sul gradino più alto con 2.624.343 visitatori «Grand Tourismo di Giacomo Zaganelli», il Carneade fiorentino progettista della mostra. Riflessione sull’identità del turismo di oggi e sull’osservazione dell’opera d’arte soggetta ormai al filtro dell’obiettivo di smartphone e fotocamere, l’esposizione si è posizionata con un grande stacco dalla seconda posizione, una mostra sulla storia degli ebrei italiani osservata dalla prospettiva inedita dell’arte del tessuto (923.749), e dalla terza, l’omaggio a Cosimo I nel cinquecentenario della nascita che ha registrato 894.673 visitatori. La spiegazione sta nel fatto che la prima è stata aperta per ben 14 mesi e l’afflusso agli Uffizi le ha dato modo di vincere anche nell’analoga classifica del mondo.

La più visitata mostra italiana con biglietto dedicato, sempre rimanendo nell’ambito dei visitatori totali, è stata la Biennale di Venezia (593.616, 19mo posto nel mondo) seguita, ma con un certo stacco, da una rassegna su arte & sogni al Chiostro del Bramante di Roma (270mila) e dalla mostra che il Mudec di Milano ha dedicato a Banksy (241.697). Medaglia di legno per Andy Warhol al Complesso del Vittoriano, sempre nella capitale (232.734).

Analizzando la classifica per visitatori al giorno la prima considerazione è che, come ogni anno, quella di tutte le mostre (sia di quelle con biglietto dedicato, sia di quelle con biglietto gratuito, sia di quelle con biglietto integrato a quello della sede che le ospita), è dominata dalle esposizioni del National Museum di Taipei per le quali non si paga un biglietto a parte rispetto a quello del supervisitato museo, uno dei più grandi al mondo (quasi 700mila opere di altissima qualità appartenute agli imperatori della Cina e relative a 8mila anni di storia dall'Età neolitica alla dinastia Qing), ma quest’anno ad aggiudicarsi le prime due posizioni è stato un altro dei più importanti musei al mondo alle cui mostre si accede con lo stesso biglietto delle collezioni permanenti, l’Ermitage di San Pietroburgo rispettivamente con la mostra della collezione del Conte Pavel Sergeevich Stroganov e l’esposizione di tutte le opere di Jacob Jordaens presenti nelle collezioni russe.

A tallonare le mostre con biglietto integrato ai musei più visitati sono, anche in questo caso come di consueto, le mostre a ingresso gratuito delle città più popolose del mondo, quelle del Brasile. Se alla gratuità e all’enorme bacino di visitatori si aggiunge un tema popolare il gioco è fatto: ecco spiegati i numeri della mostra che ha offerto uno sguardo dietro le quinte della DreamWorks, lo studio cinematografico cui si devono film di animazione che hanno sbancato i botteghini come come «Shrek», «Madagascar» e «Kung Fu Panda». L’enorme numero di 11.380 persone al giorno l’ha visitata a Rio, mentre altre 9.277 persone al giorno l’hanno vista a Belo Horizonte. Il CCBB, che ospita mostre gratuite nelle sue quattro sedi brasiliane, ha avuto quasi 5,4 milioni di visitatori nel 2019, con un aumento del 23% rispetto al 2018 e un aumento del 31% rispetto al 2017.

Proseguendo ad analizzare la classifica per visitatori al giorno la prima mostra di arte contemporanea, in dodicesima posizione, è la retrospettiva di Ai Weiwei che si conferma l’artista vivente più popolare del mondo. L’esposizione itinerante di opere dell’artista cinese in Brasile ha complessivamente totalizzato più di 1,1 milioni di persone. Prima tappa all’Oca di San Paolo (il Museo della Città di San Paolo progettato da Oscar Niemeyer) con tappe successive a Belo Horizonte e Curitiba prima di approdare nello spazio del Centro Cultural Banco do Brasil (CCBB ) di Rio de Janeiro, dove ha raggiunto 9.172 visitatori al giorno (circa 600mila in totale).

A decretare il grandissimo successo della mostra è stata in particolare l’ultima serie di sculture monumentali in fusione di ferro realizzate da Ai Weiwei facendo il calco delle radici dei Pequi Vinagreiro, alberi in via di estinzione della foresta atlantica del Brasile: «Le radici sono l'ultima prova di ciò che abbiamo: un triste inno alla stupidità umana», ha dichiarato. L’esposizione di queste opere è diventata ancora più toccante sullo sfondo degli incendi che la scorsa estate hanno devastato la foresta amazzonica, raggiungendo il picco proprio nel mese di agosto in cui le opere sono state esposte a Rio. Anche in questo caso bisogna però tenere in conto, oltre ai numeri esorbitanti della popolazione delle città brasiliane, anche del fatto che la mostra era a ingresso gratuito.

Il duraturo appetito del Giappone per i maestri occidentali è dimostrato dal successo delle mostre del Tokyo Metropolitan Art Museum su Edvard Munch (8.931 visitatori al giorno) e Gustav Klimt (7.808), numeri molto significativi se si tiene in conto che si tratta di mostre con biglietto dedicato per cui il numero di visitatori non è falsato dalla capacità di attrazione della sede della mostra. Munch, in quindicesima posizione nella classifica generale, occupa la prima posizione nella classifica per visitatori al giorno delle mostre con biglietto dedicato e Klimt la seconda.

I numeri del primo (8.931 persone al giorno, 669.846 in totale) sono stati sostenuti da una versione a tempera e olio su cartone de «L’Urlo» del 1910 eccezionalmente concessa dal Museo Munch di Oslo che il prossimo autunno dovrebbe inaugurare la sua nuova sede. Ma il pubblico giapponese apprezza anche l’arte nazionale a giudicare dal numero di persone recatesi al Tokyo National Museum attratte dalla storia del monaco buddhista giapponese Jukai che ha fatto del Tempio di To-ji un centro per il Buddhismo esoterico Shingon (7.697).

Re Tut in tour
A tallonare Klimt per visitatori al giorno (7735, 19ma posizione) ma a svettare sulla classifica per visitatori totali delle mostre con biglietto dedicato in tutto il mondo (1.423.170) è l’intramontabile fascino dell’Egitto aiutato in questo caso anche dal grande nome, quello di Tutankhamon. Il faraone ha scatenato una tempesta a Parigi con l’arrivo di una mostra itinerante annunciata come l’ultima possibilità di vedere il corredo funerario prima del suo ritorno definitivo nel suo nuovo allestimento nel Grand Egyptian Museum (Gem) la cui inaugurazione è prevista entro la fine dell’anno al Cairo.

7.735 visitatori al giorno (più di 1,4 milioni di persone in totale) non si sono persi il blockbuster nella Grande Halle della Villette, una mostra al contempo immersiva e ricca di reperti, dalle infradito agli ushabti (statuette funerarie dei servitori per l'eternità). La mostra, che ha avuto la sua prima tappa al California Science Center di Los Angeles alla fine del 2018 (2.379 visitatori al giorno), ha battuto il precedente record di Tutankhamon a Parigi, quello di una mostra al Petit Palais del 1967 visitata da 1,2 milioni di persone.

Nascite e morti
Gli anniversari aiutano sempre ad attirare le folle e nel 2019 c’erano quelli di vere e proprie pietre miliari. La manna di Leonardo al Louvre è stata il fiore all’occhiello delle mostre che commemorano il cinquecentesimo anniversario della morte del maestro, ma essendosi conclusa il 20 febbraio di quest’anno, il suo record di 1,1 milioni di visitatori rientrerà nella classifica delle mostre del 2020 che pubblicheremo il prossimo anno.

Tra le altre celebrazioni di Leonardo degne di nota ci sono state l’esposizione di un solo dipinto, il «San Girolamo», in prestito dai Musei Vaticani al Metropolitan Museum di New York (3.099 visitatori al giorno) e una mostra itinerante in Gran Bretagna di disegni prestati dalla regina Elisabetta. La Royal Collection non ha voluto divulgare il numero di ingressi alla Queen’s Gallery di Buckingham Palace e Holyroodhouse, quindi non possiamo quantificare il successo complessivo del tour, ma l’affluenza alle edizioni ridotte della mostra tenutesi alla Manchester Art Gallery (2.677) e alla Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow (1.409) provano il grande interesse da parte del pubblico.

I visitatori del Kunsthistorisches Museum di Vienna sono più che raddoppiati (1,8 milioni) anche grazie alla popolarissima mostra per il 450mo anniversario della morte di Pieter Brueghel il Vecchio che, visitata da 408mila persone (3.923 visitatori al giorno), ha battuto il precedente record del museo: un’esposizione su Goya del 2005 (3.460). I Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique hanno capitalizzato il fatto di avere la seconda più grande collezione al mondo di dipinti di Brueghel offrendo una serie di iniziative celebrative dell’anniversario, tra cui esperienze digitali e un «percorso Brueghel» attraverso tutti i musei di Bruxelles.

Questi progetti, insieme alla mostra da record «Dalí & Magritte» che si è conclusa il 9 febbraio 2020 (e di conseguenza figurerà nella prossima classifica), hanno contribuito a un impressionante aumento del 60% della frequentazione dei Musées royaux (hanno sfiorato 1,1 milioni di visitatori).

I musei dei Paesi Bassi e non solo si sono concentrati sul 350mo anniversario della morte di Rembrandt. Il rispolvero da parte del Rijksmuseum di tutte le opere del maestro olandese presenti nella sua collezione ha contribuito a un anno record: 2,7 milioni di persone hanno visitato il museo di Amsterdam, 455mila delle quali (3.922 al giorno) hanno pagato il biglietto per la mostra «Tutti i Rembrandt».

Il Prado ha scelto di onorare Rembrandt mettendolo a confronto con i pesi massimi del Seicento Velázquez e Vermeer (4.553). Nonostante questa mostra sia stata la più visitata di tutta la Spagna e abbia fatto parte del programma del duecentesimo anniversario del Prado, per 175mila visitatori il museo di Madrid non è riuscito a superare il suo record di quasi 3,7 milioni di visitatori raggiunto nel 2018.

L’uomo sulla Luna
Nel 2019 ricorreva il 50mo anniversario dello sbarco sulla Luna e la missione Apollo è stata celebrata con una sorprendente serie di iniziative. A New York la mostra fotografica del Metropolitan Museum «Apollo’s Muse» è stata vista da 3.038 al giorno, mentre in Danimarca l’iniziativa del Louisiana Museum of Modern Art che chiedeva ai visitatori «di unirsi al Louisiana per un viaggio sulla Luna» esponendo oggetti di tutti i tipi, dai disegni di Norman Foster per abitazioni lunari da realizzarsi con la stampa 3D alle tute spaziali della designer Neri Oxman, è stata vista da 2.524 visitatori al giorno. In totale quasi 780mila persone sono volate sulla Luna, una cifra che aumenterebbe se si prendessero in considerazione le mostre rimaste fuori classifica in quanto hanno chiuso nel 2020.

La classifica mondiale delle mostre più visitate nel 2019 è pubblicata integralmente nel Giornale dell'Arte di aprile, disponibile in edicola su carta e in pdf su questo sito

Raccolta dati di Carlotta de Volpi, Valentina Bin, Erin Irwin e Vanessa Thill

Barbara Antonetto, da Il Giornale dell'Arte numero 407, aprile 2020



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