La classifica mondiale dei musei più visitati

La ripresa è lenta (e ad aiutare sono le mostre). Risultati record per le novità come l’M+ di Hong Kong e la Bourse de Commerce di Pinault a Parigi. Uffizi in Top Five mondiale. Intanto, complici i pochi giorni di lockdown, sono ben 4 i musei russi in top ten

Alessandro Martini e José da Silva |

Inizia la ripresa. O almeno così tutti sperano, musei compresi. Attraversare il 2021 non è stato un gioco da ragazzi, mentre la pandemia produceva nuove varianti e tutti i Paesi mettevano a punto campagne vaccinali per combatterle, ma i musei hanno riaperto le porte a un numero sempre maggiore di visitatori.
Nel complesso, l’affluenza nel corso del 2021 è cresciuta, con 71 milioni di presenze nelle 100 principali istituzioni mondiali contro i 54 milioni del 2020. Questi dati non indicano un calo nella gravità del Covid-19, che ha fatto più morti nel 2021 rispetto all’anno precedente, ma riflettono il fatto che i musei sono rimasti aperti per un numero maggiore di giorni grazie alla revoca delle misure di lockdown, almeno in parte e in modo discontinuo nei diversi Paesi del mondo. Nonostante un +31% degli ingressi rispetto all’anno precedente, nel complesso i visitatori sono ben il 69% in meno del 2019, quando i top 100 avevano accolto 230 milioni di persone.

Il Louvre di Parigi è da sempre in cima alla classifica, con 2,8 milioni di visitatori, il 5% in più rispetto al 2020, ma ancora ben al di sotto dei livelli prepandemia. Nel 2019 ne aveva registrati 9,6 milioni, in decrescita (nell’anno degli attentati terroristici) rispetto agli oltre 10 milioni del 2018. La novità del 2021 è il secondo posto del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, con 2,3 milioni di accessi, +88% rispetto al 2020, appena il 6% in meno del periodo pre Covid-19. Il museo, che ospita un’importante collezione di arte russa, è rimasto chiuso per soli 10 giorni a causa del lockdown, contro i 116 del Louvre. Prima della pandemia, il secondo posto è spesso stato appannaggio del Museo Nazionale Cinese di Pechino, ma quest’anno diversi musei statali cinesi non hanno pubblicato dati, scegliendo di renderli noti più avanti nel corso dell’anno.

Nella Top Ten figurano quattro musei russi, grazie in gran parte ai pochi giorni di chiusura rispetto agli altri della nostra top 20. Ma è probabile che l’ostracismo nei confronti della Russia, dopo l’invasione dell’Ucraina in febbraio, avrà un impatto sul numero di visitatori dei musei sovietici nel 2022 e negli anni successivi. Il turismo internazionale in Russia nel 2021 è comunque rimasto al di sotto dei livelli pre pandemici, perciò il calo potrebbe non essere così drastico, ma dovremo aspettare il report dell’anno prossimo per avere un’idea più chiara della situazione. Intanto le Gallerie degli Uffizi (al plurale: compendono anche la sede di Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli) portanto Firenze e l’Italia tra i primi 5 musei al mondo.

L’Europa colpita dalle chiusure
Degli oltre 370 musei internazionali che hanno fornito i dati, 300 hanno reso noti i giorni di chiusura causa Covid-19. Il numero totale di giorni «persi» da queste istituzioni in tutto il mondo ammonta a più di 31mila, l’equivalente di 86 anni! Per i 300 musei che hanno dovuto chiudere almeno un giorno nel 2021 a causa delle restrizioni, la media di giorni di chiusura è stata di 106, contro i 145 del 2020.

Da un’analisi comparata dei dati di 200 istituzioni è emerso che il 72% dei musei ha registrato più visitatori nel 2021 rispetto al 2020, mentre il 28% ne ha avuti di meno. I musei con un andamento peggiore nel 2021 sono molti, con esempi dall’Austria all’Australia, dagli Stati Uniti agli Emirati Arabi, ma la maggior parte è concentrata in Europa, in Paesi come Germania, Olanda e Regno Unito. L’Olanda è stata particolarmente colpita: qui i musei sono rimasti chiusi per una media di 150 giorni nel 2021, contro i 139 del Regno Unito e i 138 della Germania.

New entry nel lockdown
Anche se, in teoria, una pandemia globale non sembrerebbe il momento ideale per aprire un nuovo museo, sono diverse le istituzioni che hanno inaugurato o riaperto la propria sede, attirando un numero significativo di visitatori. Il tanto atteso Humboldt Forum di Berlino ha aperto il 20 luglio scorso, dopo una serie di ritardi dovuti a questioni tecniche e alla pandemia, ed è subito entrato nella nostra top 150. Pur essendo rimasto aperto solo per sei mesi, ha registrato 515mila visitatori. A Parigi, la Bourse de Commerce-Pinault Collection, anch’esso atteso da tempo, ha aperto i battenti negli straordinari spazi della sua rotonda riconvertiti da Tadao Ando a quasi 509mila visitatori. Il Museum of Art Pudong di Shanghai, progettato da Jean Nouvel, coadiuvato dalla Tate per alcune delle prime mostre e per la gestione, ha aperto a luglio e ha ricevuto 450mila visitatori. Dopo rinvii di diversi anni, lo scorso novembre si è inaugurato a Hong Kong il museo M+, che in due mesi ha registrato la considerevole cifra di 371mila visitatori.

Gli Uffizi sopra il Colosseo
Che cosa si cerca, oggi, e che cosa si cercherà domani in un museo? È una domanda che si stanno ponendo molti operatori, a partire dal Ministero della Cultura. Il MiC fornisce dati per molti versi inediti, e su cui si sta opportunamente interrogando. A partire dalla prima novità dell’anno: le Gallerie degli Uffizi di Firenze (quinte assolute al mondo) hanno superato il Colosseo (nono) nei numeri assoluti dei visitatori, ovvero 1.721.637 (poco meno di 970mila quelli della Galleria, a cui si aggiungono Giardino di Boboli e Pitti) contro 1.633.436. Ha inciso il blocco del turismo soprattutto internazionale? Oppure l’attività social del museo (primo in Italia per numero di follower)? O ancora il sorpasso è dovuto a una rinnovata predilezione, nei primi mesi della «ripartenza», per il «museo» piuttosto che per gli spazi archeologici, nonostante per altri versi si confermi la capacità attrattiva degli spazi all’aperto, considerati più sicuri? Se così fosse, si dice, molti visitatori (dopo mesi di relativo digiuno, più o meno forzato) avrebbero sentito il richiamo del museo e della sua capacità di offrire proposte attrattive (mostre, attività, laboratori...) lungo l’intero corso dell’anno.

Quindi, Uffizi primi in crescita rispetto a 1.206.175 ingressi del 2020, sebbene ancora non ci si avvicini al record di 4.391.861 nel 2019 pre Covid-19. Gli introiti lordi sono così crollati in tre anni da 35.648.463 a 13.724.283 di euro. Seguono al secondo posto (stabili) le Gallerie dell’Accademia e per la prima volta sale sul podio Milano, con il Museo della Triennale, tallonata da Torino con il Museo Egizio (398.883 ingressi, +2 posizioni rispetto al 2020), sostenuto da attività molteplici (in sede e online) e da una governance affiatata e propositiva (la fondazione guidata dal tandem Evelina Christillin-Christian Greco).

Ma sono ben tre i musei torinesi in Top Ten (Museo Nazionale del Cinema al numero 8, grazie anche al successo di mostre come «Photocall. Attrici e attori del cinema italiano» dal 20 luglio 2021 al 7 marzo 2022, e Musei Reali al 10), completati da Venaria Reale scesa in 15ma posizione (e 60.451 visitatori alla mostra «Una infinita bellezza», dal 22 giugno 2021 al 27 febbraio 2022. Ottima performace per le Villa d’Este e Villa Adriana a Tivoli, che per la prima volta compaiono nella classifica quest’anno «assoluta» (nel 2019 guidavano quella di settore dedicata a «Castelli, ville, palazzi, certose, torri»), rispettivamente al 13mo e al 32mo posto.

Insieme come polo «Villae», diretto da Andrea Bruciati, sono al sesto posto della classifica dei «supermusei» statali, gli istituti dotati di autonomia grazie alla «riforma Franceschini». Roma è solo sesta con Castel Sant’Angelo (e al nono posto con la Galleria Borghese), Napoli chiude appena fuori dalla Top Ten (in crescita, +3) con il Museo Archeologico Nazionale, mentre Milano piazza anche il Cenacolo vinciano in 14ma posizione (177.257 ingressi) seguito dalla Pinacoteca di Brera (18, stabile), completamente riallestita grazie al lavoro del direttore James Bradburne. Exploit per il Museo Archeologico di Venezia, per Palazzo Ducale di Mantova e per i Musei del Bargello di Firenze (che ora comprendono anche altre sedi, tra cui le Cappelle Medicee).

Calano vistosamente, invece, Miramare a Trieste (24), Galleria Nazionale delle Marche di Urbino (29), Palazzo Madama a Torino (34) e il Complesso Monumentale della Pilotta di Parma (43), pur ricco di novità e attività grazie alla direzione di Simone Verde. Si confermano invece le difficoltà per le istituzioni d’arte contemporanea in Italia, sempre troppo giù in classifica. La prima in graduatoria, a Milano, è Pirelli HangarBicocca (31), seguito dalla Gam di Torino (35), dalla Galleria Nazionale di Roma (36), dalla GAMeC di Bergamo (40), dal Ma*Ga di Gallarate (46). In 51ma posizione il MAMbo di Bologna e in 55ma il Castello di Rivoli.

La Gran Bretagna regge
A Londra il British Museum è stato il museo più visitato della Gran Bretagna, con 1,3 milioni di presenze e +4% rispetto al 2020 (quando era in posizione 4), grazie a un maggior numero di giorni di apertura, ma sempre decisamente al di sotto dei 6,2 milioni del 2019 (quando però era quinto nel mondo). Il risultato è anche dovuto alle mostre proposte (così è stato per la gran parte dei musei, ancor più in quest’ultimo anno in cui si sono sforzati di riportare i visitatori nel chiuso delle sale): la più apprezzata è stata quella sull’imperatore Nerone, ma, a sorpresa, è andato molto bene anche un piccolo allestimento di disegni recentemente scoperti di Hokusai, diversi dalla sua celebre «Grande onda».

Più di metà dei musei del Regno Unito hanno registrato un incremento di visitatori nel 2021 rispetto al 2020. Si va dall’Hunterian Museum di Glasgow (+82%) al Baltic Centre for Contemporary Art di Gateshead (+57%) nel Nord del Paese, alla Tate St Ives (+43%) e al Modern Art di Oxford (+5%) nel Sud. Tuttavia, diverse istituzioni hanno registrato un calo, in particolare la National Gallery, che ha riportato il calo più significativo tra i principali musei londinesi, nonostante lo stesso numero di giorni di chiusura di altri (136 come il British e le due Tate). Con i suoi 709mila ingressi nel 2021, la National Gallery registra un calo del 41% rispetto al 2020 e dell’88% rispetto al 2019. La galleria ha attribuito questa flessione all’assenza in contemporanea, l’anno scorso, di importanti mostre e dei turisti internazionali. Un dato, quest’ultimo, di cui hanno però risentito anche tutti gli altri grandi musei di Londra e non solo.

Una delle mostre in assoluto più viste nel Regno Unito nel 2021, con oltre 200mila ingressi, è un appuntamento per molti versi anomalo, e molto mediatico: si tratta di «Grayson’s Art Club» alla Manchester Art Gallery. Una mostra a ingresso gratuito, che ha riunito opere dal programma televisivo dell’artista inglese Grayson Perry, che durante il lockdown ha invitato su Channel 4 artisti amatoriali e professionisti a creare opere d’arte. Hanno risposto, tra gli altri, artisti come Antony Gormley e Chantal Joffe, e celebrità come l’attore Noel Fielding e il presentatore televisivo Joe Lycett.

Torna il pubblico al MoMA
Nessuna sorpresa per quanto riguarda i tre musei più visitati degli Stati Uniti: in testa il Metropolitan Museum of Art di New York (quasi 1,96 milioni di presenze per la sede di Fifth Avenue), seguito dalla National Gallery of Art di Washington (1,7 milioni) e dal MoMA-Museum of Modern Art di New York (1,16 milioni). Le tre istituzioni dominano l’elenco dei maggiori musei americani almeno dal 2007 (quando ha preso il via la nostra Classifica annuale). Tutte e tre hanno registrato un aumento significativo dei visitatori rispetto al 2020, rispettivamente 84%, 133% e 64%. Ma tutte e tre restano comunque al di sotto del 2019, con un calo di visitatori del 68%, 58% e 42%.

I quattro più importanti musei newyorkesi, il Met Fifth Avenue, il MoMA, il Whitney Museum of American Art e il Solomon R. Guggenheim, hanno registrato congiuntamente 3,9 milioni di accessi, quasi il doppio rispetto ai 2,2 milioni del 2020, con un maggior numero di giorni di apertura. Il totale però resta comunque decisamente inferiore ai quasi 11 milioni del 2019. Anche in questo caso sono venute in aiuto mostre per alcuni versi «anomale»: quella di maggior successo in assoluto è stata «Automania» che, grazie alle automobili, ha portato nel MoMA 475mila persone: non solo auto classiche come la Jaguar E-Type Roadster e il Maggiolino della Volkswagen, ma anche opere d’arte ispirate ai veicoli, come «Orange Car Crash Fourteen Times» (1963) di Andy Warhol e «Flight Hood» (1965-2011) di Judy Chicago.

Nel mentre, i musei californiani, che nel 2020 hanno subito uno dei lockdown più lunghi degli Stati Uniti, con quasi 200 giorni di chiusura, hanno riaperto con entusiasmo le porte ai visitatori. Il Los Angeles County Museum of Art è stato il più popolare, con quasi 621mila visitatori. Chiuso per soli 77 giorni, contro i 249 del 2020, ha registrato un +197% di presenze, ancora il 39% in meno rispetto ai dati del 2019. Il secondo museo più frequentato della California è stato il Getty Center, con 508mila ingressi, +90% rispetto al 2020, seguito dallo M.H de Young Museum di San Francisco con 394mila (+69%), indubbiamente aiutato dalla mostra di Frida Kahlo.

Dal Brasile all’Australia
In Brasile, tre delle quattro sedi del Centro Cultura Banco do Brasil a San Paolo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte, che in passato hanno attirato migliaia di visitatori al giorno grazie a mostre blockbuster come quelle dedicate a Salvador Dalí e Yayoi Kusama, hanno registrato un calo di presenze superiore al 90% rispetto al periodo pre pandemico. Dall’altra parte dell’emisfero sud, in Australia, l’NGV International di Melbourne è stato il museo più visto del Paese, con 802mila visitatori, nonostante si trovi in una città che ha subito uno dei lockdown più lunghi al mondo. Le presenze hanno registrato un +26% rispetto al 2020, il 62% in meno del 2019.

Dall’altra parte del mare di Tasmania, il Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa ha accolto 809mila visitatori, un calo del 3% sul 2020, pur essendo rimasto aperto per un numero maggiore di giorni (un portavoce del museo ha attribuito questo andamento ai quattro mesi di limitazioni sul numero di visitatori giornalieri). Dopo essere riuscita a contenere la pandemia per due anni, nel 2022 la regione australiana sta assistendo a un forte incremento di casi di Coronavirus. Ma con il programma di riapertura dei confini è molto probabile un aumento delle presenze nei musei.

Mentre molti Paesi stanno mettendo a punto la transizione verso una fase post Covid-19, togliendo le restrizioni nella speranza che il virus che ci ha afflitti per più di due anni possa affievolirsi, sarà interessante vedere se il report del prossimo anno metterà in evidenza un rinnovato entusiasmo nei visitatori o se si saranno consolidate nuove abitudini. Fino ad allora, restiamo prudenti e continuiamo a visitare i musei.
I primi 10 musei del mondo nel 2021
Sede o complesso museale
Città
Visitatori totali 2021
1 (1)
Louvre
Parigi
2.825.000
2 (6)
Museo di Stato Russo
San Pietroburgo
2.260.231
3 (-)
Multimedia Art Museum
Mosca
2.242.405
4 (8)
Metropolitan Museum of Art
New York
1.958.000
5 (-)
Gallerie degli Uffizi
Firenze
1.721.637
6 (20)
National Gallery of Art
Washington, DC
1.704.606
7 (10)
Ermitage
San Pietroburgo
1.649.443
8 (5)
Reina Sofía
Madrid
1.643.108
9 (1)
Parco archeologico del Colosseo
Roma
1.633.436
10 (3)
Musei Vaticani
Città del Vaticano
1.612.530

I primi 10 musei in Italia nel 2021
Sede o complesso museale
Città
Visitatori
totali 2021
Visitatori
totali 2020
1 (1)
Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi
Firenze
969.695
594.322
2 (3)
Galleria dell’Accademia
Firenze
446.143
319.451
3 (-)
Triennale di Milano
Milano
441.749
-
4 (5)
Museo Egizio
Torino
398.336
241.139
5 (4)
Reggia di Caserta
Caserta
346.468
293.891
6 (6)
Museo Nazionale
di Castel Sant’Angelo
Roma
239.678
219.844
7 (12)
Palazzo Pitti
Firenze
239.309
134.287
8 (8)
Museo Nazionale del Cinema
Torino
236.602
163.459
9 (9)
Galleria Borghese
Roma
230.062
153.068
10 (10)
Musei Reali
Torino
201.341
141.943

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