La civiltà borbonica è anche faccenda di pistole e orologi

Un itinerario di Maria Grazia Gargiulo nell’illustrazione e nelle arte applicate, territori ancora poco noti

Due illustrazioni dal libro: una di Vittoria Valentini (a sinistra), l’altra di Pia Simona Bosco (a destra)
Stefano Causa |

Una buona novella di fine anno, o inizio nuovo, librescamente parlando? Che ci sia da noi chi non stazioni esclusivamente sul pianeta Caravaggio e caravaggeschi; qualcuno che abbia il coraggio di raccontare di nuovo ai propri allievi, fornendoli di un glossario, che cos’è un «bibelot», perché la civiltà borbonica è anche faccenda di pistole e orologi e come mai, nell’800 e nel secolo scorso, mentre la pittura batte bandiera francese, una delle possibili eccellenze nostre stia nel settore, illustre quanto malnoto, dell’illustrazione e delle arti applicate. Viene a ribadirlo, a beneficio di un’allargata platea di studenti, una conoscitrice come Maria Grazia Gargiulo. Si tratta di un libro prezioso e indovinato il suo. Innanzitutto, per titolo e copertina.

Se è vero che con un titolo azzeccato sei a metà della salita e ti sei conquistato la riconoscenza del lettore, questo non si batte. Specie quando ti ritorna subito in mente la bacheca che, adolescenti negli anni ’70, appendevamo a parete. «Camera delle meraviglie» e sentimenti sono paroline precise e generiche insieme che, affiancate, hanno il pregio di annettere quell’atto d’amore, in qualche modo sempre implicito nell’animo di chi collezioni o studi opere d’arte. Quanto alla copertina di Pia Simona Bosco, immette al clima, anche passionale, del volume, costruito con un incastro di affondi saggistici e di testi editi ma rari degli anni ’20 e ’30 del Novecento, quando, conviene non dimenticarlo, si registrano i massimi ingorghi nella letteratura secondaria sulle arti applicate.

Nessuno lo sa meglio di Gargiulo, che al mestiere della storia dell’arte si è avvicinata con il compianto Ferdinando Bologna; e Bologna stesso, del resto, oltre mezzo secolo fa si impegnò, non scontatamente, in un riesame sulle arti minori e sull’industrial design. La filiera è garantita considerando come, sia che si parli di antico sia di moderno, l’Italia delle arti applicate rimanga territorio noto solo a chiazze. Ma i libri che ci facciano da viatico esistono e continuano a uscire. Questo è uno di quelli.

Wunderkammer dei sentimenti. Itinerari nelle arti applicate,
di Maria Grazia Gargiulo, Associazione Puracultura, Cava dei Tirreni 2023, € 20

© Riproduzione riservata La copertina del volume
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