La Biennale Gardeina è poliglotta

Persone. Un albero, una montagna, un fiume esistono come «personalità giuridiche» e hanno i loro diritti sui quali l’arte è chiamata a ragionare

Lucia Pietroiusti e Filipa Ramos, curatrici della Biennale Gardeina
Camilla Bertoni |  | Ortisei (Bz)

Persone. Nel senso di personalità giuridica, un principio che si può applicare tanto a un essere umano, quanto a un albero, una montagna o un fiume. È a tutti loro, come ha spiegato Lucia Pietroiusti, cocuratrice insieme a Filipa Ramos che è stata dedicata l’ottava edizione di Biennale Gherdëina (fino al 25 settembre). Iniziativa nata dalla gallerista Doris Ghetta, dislocata tra Ortisei, Santa Cristina e Selva, la biennale gardenese che parla quattro lingue (italiano, ladino, tedesco e inglese) è cresciuta fino a comprendere le opere di ventiquattro artisti internazionali che dedicano le loro riflessioni a quel luogo incantato (con le Dolomiti patrimonio Unesco) e alla salvaguardia dell’ambiente con tutte le persone che lo abitano.

Le opere sono collocate in spazi urbani, alcuni nuovi, come la Sala Trenker (dove si trova l’omaggio tra l’altro a Jimmie Durham, anche nelle strade di Ortisei, oppure il video e i disegni di Kyriaki Goni), altri dismessi da molti anni, come l’Hotel Ladinia di Ortisei, con le sue affascinanti strutture anni ’60, ma chiuso dai ’90. Altre opere sono in spazi storici come Castel Gardena di Santa Cristina dove si viene accolti dai suoni degli animali del video di Lina Lapelyte, artista che rappresentava la Lituania nella scorsa edizione della Biennale di Venezia, dove ci s’imbatte nella bellissima «Sister» di Chiara Camoni e dove sta mimetizzato tra gli intonaci affrescati e scrostati il «Pinocchio» di Bruno Walpoth originariamente commissionato per il film di Garrone del 2019.

O ancora altre opere sono ambientate negli spazi naturali della meravigliosa Vallunga di Selva dove impatta il fiore che raccoglie i suoni di Eduardo Navarro. L’installazione di Alex Cecchetti, sostenuta da Italian Council, è una conquista che si ottiene dopo mezz’ora abbondante di cammino a partire da Ortisei.

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