La Banca d'Italia e il valore del turismo sul Pil

L'inchiesta mostra punti di forza e limiti del sistema, tra concentrazione dei flussi turistici, limitata digitalizzazione e collegamenti carenti: stranieri ok, Sud sofferente

Fabio Panetta, vice direttore generale della Banca d'Italia
Federico Castelli Gattinara |

Roma. Utili e interessanti i risultati del progetto di ricerca «Turismo in Italia. Numeri e potenziale di sviluppo», condotto dal Dipartimento Economia e statistica e della rete territoriale della Banca d’Italia e coordinato da Andrea Petrella e Roberto Torrini.

Paese di antica vocazione turistica, basti pensare al Grand Tour dei secoli passati, ancora agli inizi degli anni Ottanta del Novecento l’Italia era seconda soltanto agli Stati Uniti. Negli ultimi vent’anni però tutto è cambiato, viaggiare è diventato molto facile ed economico, trasformandosi in un fenomeno di massa. L’Italia, da sempre leader sia in cultura sia in natura, trae oggi dal turismo oltre il 5% del Pil, oltre il 6% dell’occupazione e circa il 40% delle esportazioni di servizi, un peso economico comparabile a quello di Francia e Spagna. L’analisi tuttavia evidenzia negli ultimi due decenni prima una drammatica perdita di
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