La bambina impressionista al Musée Marmottan-Monet

Oltre cento opere ripercorrono la vita di Julie Manet, figlia d’arte di Berthe Morisot ed Eugène Manet

«L’enfant au chat», 1887, di Pierre-Auguste Renoir © RMN-Grand Palail (musée d'Orsay) / Stéphane Maréchalle
Luana De Micco |  | Parigi

L’adolescente che stringe teneramente a sé un micio nel dipinto del 1887 di Pierre Auguste Renoir, «Bambina con gatto» conservato al Musée d’Orsay, è Julie Manet, unica figlia di Berthe Morisot, la grande pittrice impressionista, e di Eugène Manet, pittore anch’egli, così come l’illustre fratello maggiore Édouard, che non conobbe la stessa notorietà.

Julie Manet (1878-1966), crescendo circondata da tanta bellezza, e con un’educazione impressionista, non poté non ereditare una grande passione per l’arte e prendere a sua volta in mano il pennello. Nel 1900 sposò il pittore Ernest Rouart, figlio di Henri, conosciuto al Louvre tre anni prima, e con il marito riunì un’importante collezione, con artisti come Corot, Fragonard, Hubert Robert e Gauguin, di cui fece in parte dono al Louvre.

Passò inoltre tutta la vita a promuovere l’opera della madre. Il Musée Marmottan-Monet le dedica fino al 20 marzo la mostra «Julie Manet. La memoria impressionista», ripercorrendone la vita in più di cento opere, tra cui i ritratti eseguiti da Berthe Morisot, che la dipinse quando era bimba, mentre giocava nei prati, e da giovane donna dai lunghi capelli castani.

Julie posò anche per lo zio Édouard Manet, per Renoir, che si prese cura di lei quando nel 1895, sedicenne, rimase orfana, e, naturalmente, per il marito. E proprio sotto la guida di Renoir anche Julie imparò a dipingere e il Marmottan espone alcuni dei suoi lavori, tra cui «Femme avec Laërte», esposto nel Salon des Indépendants del 1898.

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