L’urlo di Ekatarina contro la guerra

I dipinti dell’artista Ucraina di stanza in Polonia, contro l’operato di un «leader fascista» che vuole arrivare fino a Kaliningrad

Ekaterina Lisovenko
Stefano Miliani |

Da quando piovono bombe e missili sul suo Paese Ekaterina Lisovenko, pittrice, 32 anni, ucraina, pubblica su Instagram foto di dipinti che ha iniziato a eseguire come esplicita azione politica e artistica contro l’invasione.

In un conflitto la comunicazione anche culturale è una componente essenziale molti esponenti della comunità ucraina all’estero o fuggiti dal Paese hanno notato il suo lavoro.

L’artista è nata a Kiev: ha vissuto nella capitale dove ha studiato tra l’altro alla Academy of Media Arts, a Odessa e nei dintorni. Vive da tempo a Zielona Góra, nella Polonia occidentale. «Non lavoro in istituzioni bensì in modo indipendente, a volte in residenze d’artista, collaboro con una galleria», dice.

Lisovenko, su Instagram lei pubblica dipinti drammatici sulla guerra. Benché del tutto diverso nello stile, il suo intervento può far pensare a quando Picasso nel 1937 dipinse «Guernica» contro il bombardamento nazista della città spagnola. L’arte è un buon modo per lottare contro l’invasione russa?
I dipinti che l’hanno emozionata sono molto dinamici e drammatici. Non so se l’arte sia un buon modo di combattere, so soltanto che non posso farne a meno. Forse è un buon modo per cementare il collasso dell’umanità per lungo tempo, ma quante volte si è scritto sugli orrori della guerra che poi si ripetono? Penso a questo tipo di arte come a un urlo: prima di tutto urli più forte che puoi.

In che modo artisti, critici o scrittori ucraini cercano di raccontare al mondo cosa accade nel vostro Paese?
Alcuni analizzano il rapporto e l’identità/non-identità dell’imperialismo della Russia e della cultura russa, qualcuno descrive quanto accade ed elabora un dizionario per una designazione nuova del male.

Dove si trovano la sua famiglia, gli amici? Sono riusciti a scappare?
Qualcuno ha deciso di fuggire, qualcuno è in condizioni di relativa sicurezza, alcuni non so se sono vivi, molti sono rimasti e combattono o sono volontari.

Nei giornali, sui siti internet, in televisione, alla radio, leggiamo, vediamo e ascoltiamo di sentimenti come paura, orrore, rabbia, ma vediamo anche il desiderio degli ucraini di non arrendersi. Quali sono i suoi sentimenti in questo momento?
Desidero che l’Ucraina non venga distrutta dalla Russia, perché i russi non sono venuti per conquistare, sono venuti per distruggere, affinché il mondo si svegli e capisca che non sta affrontando un pazzo quanto un leader fascista i cui piani includono di conquistare non solo l’Ucraina ma anche la Georgia, la Moldavia, i paesi baltici, come li chiamano i russi, per passeggiare, come dicono, fino a Kaliningrad (enclave russa sul Mar Baltico tra Polonia e Lituania, Ndr).

Guerra Russia-Ucraina 2022

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Stefano Miliani