L’universo in divenire di Ozmo

Studio d’Arte Raffaelli ospita la personale dell’artista toscano che interviene negli spazi pubblici con riferimenti colti, dalla cultura antica alla storia dell’arte

«Mickey Mouse» (2023), di Ozmo (particolare)
Camilla Bertoni |  | Trento

Preferisce definirsi «artista che interviene nello spazio pubblico», piuttosto che street artist e non si ritiene artista impegnato, anche se nelle sue opere si intrecciano riferimenti politici e storici, ma soprattutto citazioni sia dalla storia dell’arte che dal mondo della filosofia e della cultura antica. Ozmo, nome d’arte di Gionata Gesi, nato nel 1975 a Pontedera in provincia di Pisa, scelto quest’anno dall’Istituto Italiano di Cultura di New York per realizzare un’opera site specific nella sua sede, è ospite dello Studio d’Arte Raffaelli e si confronta con i suoi spazi voltati e affrescati nella mostra «Amalgama. Un viaggio alchemico» (19 dicembre-7 aprile 2024).
«Mons Philosophorum» (2023), di Ozmo. Cortesia di Studio d’Arte Raffaelli
«Ozmo, scrive Cristina Boschetti nel catalogo che accompagna l’esposizione a cura di Virginia Raffaelli, è un vero artista-alchimista, mescolatore di segni e trasformatore di significati. Nelle sue opere attinge all’immenso patrimonio visivo dell’arte antica e spazia dal mondo Classico al Rinascimento, che plasma per creare una lingua nuova, funzionale alla fluidità semantica del tempo presente. Lascia sempre agli spettatori la libertà di appropriarsi delle sue visioni, offrendo immagini duttili, che si adattano ad infinite chiavi di lettura».

Tiziano, i cartoons, Alice nel paese delle meraviglie, gli spray e il buco nell’ozono, i robot, il drago, il leone, il sole, la luna e le stelle, icone del passato e del presente: tutto si fonde nella grande immagine onirica della montagna, opera installativa che esce dai limiti del quadro per invadere le pareti della galleria. Il riferimento alchemico a cui la montagna allude è quello della fornace in cui la materia si fonde e si trasforma. «Nello stile di Ozmo, conclude Boschetti, tutto avviene con ironia e leggerezza, ma senza mai rivelare troppo allo spettatore, che viene trascinato all’interno di un universo ambiguo ed in continuo divenire».

© Riproduzione riservata «Piero della Francesca Looney Tunes Disney judgement» (2023), di Ozmo
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