L’umanissimo desiderio di essere ricordati

Al Rijksmuseum un viaggio nel ritratto rinascimentale in 100 opere

Jan Jansz Mostaert, «Ritratto di uomo africano (Christophle le More?)» 1525-30 ca. Amsterdam, Rijksmuseum
Elena Franzoia |  | Amsterdam

La grande mostra «Non ti scordar di me (Remember me)», dall’1 ottobre al 16 gennaio nel Rijksmuseum, è un viaggio nel ritratto rinascimentale allestito dall’architetto francese Jean Michel Wilmotte e curato da Matthias Ubl e Sara van Dijk, che hanno coinvolto importanti musei europei e statunitensi come Palazzo Madama a Roma, Kunstmuseum di Basilea, National Gallery di Londra, Prado di Madrid e National Gallery of Art di Washington.

«Intorno al 1500 questo genere ebbe notevole seguito sia a nord che a sud delle Alpi, affermano i curatori. Nonostante alcune grandi differenze regionali, il denominatore comune fu soprattutto il bisogno umano di ricordare e di essere ricordati. Come avviene ancora oggi, nel migliore dei modi possibili e trasmettendo un’immagine idealizzata di sé».

Un centinaio di opere in 9 sezioni. «Prega per me. Devozione e transitorietà» indaga la volontà di eternare la propria immagine ben presente ad esempio nel ritratto del colto banchiere Pompeius Occo dipinto da Dirck Jacobsz. «Attraverso le generazioni. Ritratti di antenati e discendenti» esplora quelle ambizioni dinastiche di cui è prova l’opera di Lucas Cranach I «Sibylle van Kleef con il figlio Johann Friedrich», mentre in «Autorità» spicca il Ritratto di uomo africano di Jan Jansz Mostaert.

L’inconfondibile arte di Antonello da Messina, intrisa di psicologia, risalta nella sezione «Ambizione», che evidenzia il diffondersi del ritratto presso i facoltosi borghesi di tutta Europa. «Amami» è dedicata ai ritratti matrimoniali, come accade in «Marsilio Cassotti e sua moglie Faustina» di Lorenzo Lotto, mentre un omaggio alla bellezza femminile è costituito dalla sezione «Ammirami», che espone la mirabile «Giovane donna» ritratta da Petrus Christus oggi alla Gemäldegalerie di Berlino.

«Eruditi» è la sezione dedicata agli intellettuali, «Disegnami» alle opere su carta, mentre «Questo sono io» affronta l’affascinante tema dell’autoritratto d’artista, di cui è prova quello di Sofonisba Anguissola oggi al Castello polacco di Łańcut.

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