L’ultimo strappo di Villeglé

Scomparso a Parigi a 96 anni l’artista francese primo ideatore dei manifesti lacerati

Jacques Villeglé in una foto di François Poivret
Redazione |  | Parigi

È scomparso a Parigi nella notte tra il 6 e il 7 giugno all’età di 96 anni l’artista francese Jacques Villeglé (1926). Si è spento nella casa di cura dove era ricoverato dopo essersi rotto ill femore il 21 novembre scorso, due giorni prima della cerimonia che l’avrebbe decorato Commendatore delle Arti e delle Lettere. Aveva dedicato la sua intera carriera alle opere in cui si serviva di manifesti lacerati e alla costruzione di un alfabeto socio-politico. 

Originario di una famiglia della piccola nobiltà bretone, era nato a Quimper nel 1926 e registrato all’anagrafe con il nome di Jacques Mahé de la Villeglé.  Studia architettura all’Accademia di Belle Arti di Nantes. Dal 1949 percorre senza sosta le strade di Parigi e dintorni per recuperare manifesti strappati, spesso ricoperti da scritte anonime, moderni palinsesti dell’universo urbano. Complice Raymond Hains, li fissa sulla tela, cristallizzandoli per i tempi a venire. Villeglé è universalmente riconosciuto come l’ideatore delle affiche lacerate attraverso cui attua una riflessione sulla realtà; con lo stesso Hains e con François Dufrêne fonda il gruppo degli Affiches (cui si aggiungeranno Arman e, nel 1960, anche Mimmo Rotella). Nel 1960  Villeglé aderisce al Nouveau Réalisme, il movimento fondato dal critico Pierre Restany.

Le sue mostre spaziano dalla prima personale  al Musée des Beaux-Arts di Morlaix nel 1978 a quella nel Centre Pompidou a Parigi nel 2009. «Al crocevia dei movimenti oggi considerati “storici” come il Nouveau Réalisme, il Lettrisme o l’Internazionale Situazionista, il lavoro di Villeglé, ancorato all’attualità, è celebrato dalle nuove generazioni» sottolineava il Pompidou al tempo della sua retrospettiva. Villeglé collaborava da tempo con la Galleria Georges-Philippe e Nathalie Valois.

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