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Restauro

L'opera che Michelangelo tentò di distruggere

Avviati i lavori di restauro per la Pietà Bandini, al Museo dell'Opera del Duomo di Firenze

La Pietà Bandini di Michelangelo

Firenze. Al via il restauro della Pietà Bandini, il gruppo scultoreo al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze che Michelangelo Buonarroti cominciò a scolpire ultrasettantenne alla fine degli anni Quaranta del Cinquecento e che le fonti indicano destinato all’altare della cappella di una chiesa romana dove l’artista pensava di essere sepolto.

Il carattere molto intimo della concezione è suggerito dall’autoritratto di Michelangelo nel vegliardo che sostiene il corpo del Salvatore (identificato da Vasari come Nicodemo) e dal fatto che l’artista, insoddisfatto, tentò di distruggere la sua opera.

Sarà un suo servo a rimettere insieme i frammenti, facendola riaccomodare da un collaboratore del maestro, Tiberio Calcagni, per poi venderla a Francesco Bandini, nobile romano. A Calcagni si deve la lucidatura del corpo di Cristo e il completamento della figura di Maria Maddalena (a sinistra), mentre la testa di Cristo e le figure di Maria (a destra) e del vegliardo (al centro) restano incompiute, come Michelangelo ...
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Laura Lombardi, da Il Giornale dell'Arte numero 403, dicembre 2019

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