L'opera che Michelangelo tentò di distruggere

Avviati i lavori di restauro per la Pietà Bandini, al Museo dell'Opera del Duomo di Firenze

Laura Lombardi |  | Firenze

Al via il restauro della Pietà Bandini, il gruppo scultoreo al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze che Michelangelo Buonarroti cominciò a scolpire ultrasettantenne alla fine degli anni Quaranta del Cinquecento e che le fonti indicano destinato all’altare della cappella di una chiesa romana dove l’artista pensava di essere sepolto.

Il carattere molto intimo della concezione è suggerito dall’autoritratto di Michelangelo nel vegliardo che sostiene il corpo del Salvatore (identificato da Vasari come Nicodemo) e dal fatto che l’artista, insoddisfatto, tentò di distruggere la sua opera.

Sarà un suo servo a rimettere insieme i frammenti, facendola riaccomodare da un collaboratore del maestro, Tiberio Calcagni, per poi venderla a Francesco Bandini, nobile romano. A Calcagni si deve la lucidatura del corpo di Cristo e il completamento della figura di Maria Maddalena (a sinistra), mentre la testa di
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