Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Notizie

L’Olimpiade degli storici dell’arte

Dopo quarant'anni torna in Italia l'incontro tra i maggiori conoscitori d’arte del mondo

Villa Vittoria, una delle tre sedi fiorentine del Congresso Internazionale di Storia dell'Arte del Ciha. © Sailko CC BY-SA 3.0

Firenze. Si tiene dal primo al 6 settembre il 35mo Congresso Internazionale di Storia dell’Arte del Ciha (Comité International d’Histoire de l’Art). Un grande appuntamento, con sessioni e eventi distribuiti nelle sedi di Firenze Fiera, Villa Vittoria, Palazzo Vecchio e Teatro dell’Opera, che torna a svolgersi in Italia dopo oltre quarant’anni e che vede il coinvolgimento di circa 120 studiosi provenienti da ogni parte del mondo, ma anche incontri aperti al pubblico e una lectio magistralis.

Organizzazione non lucrativa, nata nel secondo dopoguerra in continuità ideale con il primo incontro internazionale di storia dell’arte tenutosi a Vienna nel 1873 e finalizzata all’esclusivo perseguimento di promozione della cultura e dell’arte, il Ciha riunisce rappresentanti delle varie istituzioni storico-artistiche e culturali.

Il «Ciha Comitato italiano», ricostituitosi nel 1952 con il coordinamento di Giulio Carlo Argan, con sede oggi a Firenze, ha ora un comitato direttivo presieduto da Marzia Faietti (Gallerie degli Uffizi/Kunsthistorisches Institut in Florenz-Max-Planck-Institut) e composto da Tommaso Casini (Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm Milano), Giovanni Maria Fara (Università Ca’ Foscari Venezia), Elena Fumagalli (Università di Modena e Reggio Emilia) e Massimiliano Rossi (Università del Salento), cui si affianca un Comitato scientifico, che riunisce, oltre ai già citati Faietti e Rossi, Claudia Cieri Via (già Università di Roma La Sapienza), Marco Collareta (Università di Pisa), Claudia Conforti (già Università di Roma Tor Vergata), Giuliana Ericani (già Museo Civico di Bassano), Maria Grazia Messina (già Università di Firenze), Antonio Pinelli (già Università di Firenze) e Gerhard Wolf, direttore Kunsthistoriches Institut in Florenz Max-Planck- Institut, istituzione che ha collaborato con il Ciha nell’intera organizzazione del congresso.

Marzia Faietti, già presente al Congresso di Melbourne del 2008 come delegato ufficiale in veste di direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, ha poi, in seguito all’impegno di Giovanna Perini che l’aveva preceduta nella presidenza del Ciha Italia e aveva dato un fondamentale impulso alla ricostituzione del comitato italiano Ciha, riannodato le fila di un dialogo con il board internazionale del Ciha, che ha portato alla partecipazione del Comitato italiano al congresso di Norimberga del 2012 e alla presentazione della candidatura, accolta dal board per il Congresso attuale. Esso segue quello di Pechino tenutosi nel 2016.

«Il Ciha si è ampliato negli ultimi tempi aprendosi a una dimensione veramente globale, sottolinea la Faietti, e la scelta dell’Italia, che non aveva più ospitato il Congresso Ciha dall’edizione del 1955, a Venezia, e da quella di Bologna nel 1979 (della quale conservo ancora dei ricordi di ragazza, alla fine degli studi universitari), è molto importante perché rilancia il peso del nostro Paese su una scena internazionale. Il Congresso si tiene ogni quattro anni, ma ne sono passati solo tre da quello di Pechino, perché abbiamo scelto di articolare questa edizione tra due sedi: la seconda parte si svolgerà infatti, nel 2020, a San Paolo in Brasile, un Paese che non aveva mai ospitato prima d’ora un congresso di questa rilevanza».

Marzia Faietti insiste sulla prospettiva transculturale, interdisciplinare e innovativa del Congresso, non certo una riunione di storici dell’arte cristallizzati in posizioni immutabili e non aperti dialetticamente al confronto e al dialogo, ma una riflessione, articolata in nove sessioni (cfr. infra), sia sul ruolo dell’artista, inteso come «colui che agisce e fa», in quanto dotato della capacità «divina» di plasmare la materia e di creare forme nuove, sia sulla natura dell’oggetto d’arte a sua volta dotato di «anima».

Come spiega la Faietti «pur partendo dalla comune riflessione intorno al termine motion, la prima parte del Congresso, quella fiorentina, si intitola “Motion: Transformation”, dove la parola trasformazione è declinata nei termini più ampi possibili, e con un’apertura a diverse metodologie, mentre la seconda parte, a San Paolo, sarà più specificamente rivolta al tema della migrazione: “Motion: Migrations”. Per collegare le due diverse parti abbiamo infatti deciso di dedicare l’ultima sessione del Congresso fiorentino (la nona) al viaggio».

Una così complessa macchina, che vede il coordinamento generale di Firenze Città Nascosta (Marcella Cangioli e Alice Rossi) e la segreteria organizzativa di Noema, aveva bisogno di importanti finanziamenti: «È stato difficile all’inizio, in un momento come questo, raccogliere i fondi necessari, precisa la Faietti, ma abbiamo incontrato lungo il cammino sensibilità che ci hanno consentito di proseguire. Certo non abbiamo potuto contare, come invece la Cina, su grandissimi sponsor, bensì sulla partecipazione di diverse realtà, ma ciò ha offerto spunti interessanti per comprendere meglio la realtà culturale, nelle sue diverse sfaccettature, nel nostro Paese oggi».

Il Congresso che, nelle intenzioni dei suoi organizzatori scientifici, sarà seguito dalla pubblicazione degli Atti, è infatti realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, con il supporto della Getty Foundation di Los Angeles e la collaborazione del Kunsthistorisches Institut in Florenz Max-Planck-Institut. E altri finanziamenti sono in corso di valutazione. Il Congresso ha inoltre ottenuto i patrocini di: Mibac, Comune di Firenze, Città Metropolitana, Università di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Regione Toscana.

Tra gli incontri aperti al pubblico il Congresso propone la lectio magistrali della storica dell’arte indiana Kavita Singh a Palazzo Vecchio («Indian monuments in motion, in and out of the museum») oppure la tavola rotonda con Carolyn Christov-Bakargiev (Castello di Rivoli), Thierry Dufrêne (Università Paris Nanterre) e Peter Schneemann (Università di Zurigo), in dialogo con un artista italiano di fama internazionale. Ma anche un intenso programma di visite a musei e collezioni fiorentine noti e meno noti, secondo percorsi legati alle tematiche del congresso, grazie alla collaborazione delle direzioni dei diversi musei e istituzioni coinvolti.


GLI ARGOMENTI DELLE NOVE SESSIONI

Sessione 1: L’arte come visione
Le relazioni fra arte e ispirazione divina, in una prospettiva comparata e transculturale. Prendendo in esame alcune figure di artisti e di mistici capaci di creare immagini mentali che dialogano con quelle reali, saranno indagati i rapporti fra realtà osservabile, spiritualità, visione e creatività e messi in luce i legami complessi che intercorrono fra vedere con gli occhi, immaginare e ricordare.

Sessione 2: L’arte e la materia nel corso del tempo
L’importanza della materia nell’arte, non solo in relazione alla scelta del materiale compiuta dall’artista nel momento in cui crea un’opera, ma anche rispetto ai modi in cui i materiali cambiano nel corso del tempo, mettendo a rischio di deperibilità gli oggetti d’arte, che non sono fatti di materia inerte ma viva.

Sessione 3: L’arte e la natura
I rapporti multiformi fra arte e natura, concetti a cui ci si riferisce in maniera separata solo a partire dalla prima età moderna. In tempi più lontani, infatti, non esisteva separazione netta fra le due, essendo entrambe, Natura e Arte, frutto di un disegno di origine divina. Verranno così messi a fuoco i momenti cruciali di questo processo di distinzione.

Sessione 4: L’arte e le religioni
Da un punto di vista storicoartistico e antropologico, il potere delle immagini nelle religioni di culture diverse. Perché adoriamo le immagini? Che cosa ci porta a fidarci di loro? Si parlerà di oggetti dotati di anima, di idoli, «avatar», apparizioni e di violenza contro le immagini religiose, in una prospettiva il più possibile transculturale.

Sessione 5: L’arte fra disegno e scrittura
Affinità e divergenze tra disegno e scrittura. Come fanno le linee a produrre forme? Dritte o curve, spezzate o continue, le linee sono la prova tangibile del processo attraverso cui le opere d’arte vengono create e i testi vengono scritti. Muovendosi tra figura e linguaggio, esse sono al contempo traccia di un percorso creativo e mezzo di comunicazione.

Sessione 6: L’arte e le icone in architettura
Nella cultura contemporanea cresce la tendenza a trasformare anche i grandi capolavori dell’architettura in pure immagini, in icone. Questa visibilità, mai così grande, sta producendo cambiamenti sostanziali anche nel modo di guardare all’architettura come esperienza fisica, a più dimensioni. Un approccio all’icona architettonica orientato allo studio dei processi creativi e produttivi.

Sessione 7: Arte, potere e pubblico
Il lavoro di artisti e architetti è sempre stato utilizzato da singoli o da gruppi appartenenti ai più svariati contesti politici e religiosi per acquisire e mantenere potere. Analisi di alcuni momenti di crisi e cambiamento in cui le opere d’arte hanno contribuito a trasformare sistemi obsoleti, schemi
tradizionali e relazioni di potere fra gruppi sociali diversi, mettendo la società di fronte a nuove idee o persino utopie.

Sessione 8: L’arte, i critici e gli spettatori
La storia dell’arte insegna come i percorsi degli artisti prendano forma anche in relazione al lavoro dei critici. Il ruolo degli artisti, dei critici e degli spettatori dal dopoguerra a oggi, osservando il tema dalla prospettiva della «scomparsa» (di limiti, di contenuti, di memoria) e discutendo di morte, censura e nuove tecnologie.

Sessione 9: Voyage
Concepita come sezione di raccordo tra le due parti del congresso. Gli scambi artistici e culturali tra Brasile e Italia, ma non solo: il viaggio declinato secondo diverse prospettive, dalla migrazione di persone alla circolazione di oggetti e documenti. E ancora: il viaggio dell’artista, dell’uomo di cultura, dell’esploratore scientifico, del pellegrino, nonché
i viaggi determinati da intenti coloniali, militari, diplomatici, o legati a scorribande piratesche e a fenomeni di banditismo.

Laura Lombardi, da Il Giornale dell'Arte numero 399, agosto 2019


Ricerca


GDA dicembre 2019

Vernissage dicembre 2019

Il Giornale delle Mostre online dicembre 2019

Vedere a ...
Vedere a Napoli 2019

Vedere in Sardegna 2019

Vedere a Torino 2019

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012