L’obiettivo delle donne

Ai Musei di San Domenico un secolo di fotografia femminile dagli anni Trenta a oggi

Dorothea Lange, «Migrant Mother, Nipomo, San Luis Obispo County, California», 1936. Courtesy of Library of Congress Prints and Photographs Division Washington
Ada Masoero |  | Forlì

Per il ciclo di mostre del «Buon Vivere» (buon vivere inteso come bene comune, uguaglianza, sostenibilità, cultura, che quest’anno avrà come tema la parità di genere), i Musei di San Domenico presentano dal prossimo settembre la mostra «Essere Umane: le grandi fotografe raccontano il mondo». Curata da Walter Guadagnini, ripercorre con 250 immagini un secolo di fotografia femminile, dagli anni Trenta a oggi.

Ma non solo: «Oltre alla questione non secondaria dello sguardo femminile, spiega Guadagnini, la mostra racconta anche il radicale cambiamento intervenuto in quei decenni nella società. Esemplare il caso di Magnum Photos, fondata nel 1947: all’inizio erano quasi soltanto uomini, poi entrarono alcune donne, come Inge Morath ed Eve Arnold, in seguito molte altre. Tanto che oggi il numero dei fotografi e delle fotografe è quasi pari. E se all’inizio si trattava solo di fotografe del mondo occidentale, dagli anni Ottanta è entrato in gioco il mondo intero».

Dal mondo giungono infatti le trenta artiste in mostra, di ognuna delle quali sono state esposte delle serie «per permetterci di raccontare delle storie, prosegue Guadagnini. Di Eve Arnold abbiamo scelto una decina di foto di una sfilata di moda di modelle nere a Harlem negli anni Cinquanta; della grandissima Lee Miller abbiamo scelto immagini di guerra, le più visionarie, come quella in cui, con umorismo surrealista, si fotografa nella vasca da bagno di Hitler. E di Inge Morath c’è l’ironica serie delle “Maschere” disegnate da Saul Steinberg».

Il percorso è diviso in tre sezioni: gli anni Trenta-Cinquanta, con Dorothea Lange, Margareth Bourke-White, Berenice Abbott, Lee Miller, Lisette Model, Ruth Orkin e le europee Tina Modotti, Gisèle Freund, Inge Morath, che documentano la Grande depressione, la guerra e la ricostruzione; gli anni ’50-’80, con Susan Meiselas, Eve Arnold, Annie Leibovitz, Diane Arbus, Lisetta Carmi, Carla Cerati, Dayanita Singh, Graciela Iturbide, Paola Mattioli, Claudia Andujar e altre, testimoni della guerra del Vietnam, della società dei consumi e delle questioni di genere. E gli anni più recenti, in cui si affermano nuovi mondi extraoccidentali e nuove tematiche: qui figurano Zanele Muholi, africana, Cao Fei, asiatica, Shadi Gadhirian e Natasha Tavakolian, iraniane, con le europee Silvia Camporesi, Jitka Hanzlová, Cristina De Middel e la giovanissima Nanna Heitmann.

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