L'obbligo dogmatico è un peso per l’arte

La risposta dell’artista è persistere immune alle lusinghe dei discorsi inetti del mondo dell’arte

Lucio Pozzi |

Come atto di resistenza a fame e sfruttamento fare arte è attività indispensabile per la sopravvivenza dell’anima e del pensiero, e guai a cadere nella retorica che discrimina alcune forme d’arte a favore di altre. Non si tratta di inventare apparentemente nuove forme, tecniche o immagini, come ancora molti artisti si sforzano di fare, spronati dalla mentalità da supermercato che ci domina e manipola.

Si tratta di osservare ciò che è ovvio e permettere all’arte di assolvere il ruolo che in questi tempi le spetta: captare senza tregua l’incommensurabile fondamento emotivo e intellettuale che sostiene la vita. L’arte ha finalmente perso il consenso generale sul suo scopo (ha conquistato la libertà) e nella paura di non avere uno scopo convenuto, molti di coloro che si interessano all’arte tentano ancora di obbligarla a scopi artificiali come la novità o la propaganda.

Questo non va bene: l’obbligo dogmatico è un peso per l’arte. Le forme si generano nel processo immaginativo e capita che possano apparire nuove, ma ciò non conta. La risposta dell’artista è di persistere immune alle lusinghe dei discorsi inetti del mondo dell’arte, dei molti artisti e teorici che, accecati dal loro orizzonte limitato a una visione troppo ristretta, annegano in piccolezze come lo stile, l’originalità, la novità.

Ottocento milioni di persone nel mondo soffrono la fame, milioni hanno la mente disturbata, miliardi soffrono persecuzioni. A fronte di tanta precarietà il rituale dell’arte, in qualsiasi forma, è una zattera nell’oceano in tempesta.

Ciascuno raccolga dentro se stesso le vibrazioni del pensiero, dell’emozione e della passione che lo muovono, senza perder tempo né a giustificarle né a cercarne l’approvazione. Essere in contatto permanente con il polso del nostro momento personale, tragico o comico o indifferente che sia, è l’unica opzione che abbiamo per condividere il senso dell’esistenza in quest’attività che chiamiamo arte, svuotata di fini utilitaristici ma estremamente utile per il respiro della vita.

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