L’MQ piace al 97% di 4,5 milioni di visitatori

Concluso vent’anni fa, il Museumsquartier ospita sale teatrali e musei, start up culturali, caffè e ristoranti, oltre alle iconiche panche Enzis

Il Museumsquartier con, al centro della corte interna, le panche multifunzionali. © Hertha Hurnaus
Flavia Foradini |  | Vienna

Quella del Museumsquartier è indubbiamente la storia di un successo. Non era scontato che sarebbe diventato uno dei magneti culturali per i turisti e, forse ancor più, per i viennesi, perché la gestazione del progetto avviato nel 1983 è stata lunga e travagliata e ci sono state fasi in cui pareva non avrebbe mai visto la luce. Ma poi la sintesi è stata trovata e dentro alle antiche scuderie del Palazzo Imperiale, concepite all’inizio del Settecento da Fischer von Erlach, tra il 1998 e il 2001 è nato un agglomerato di istituzioni culturali e artistiche, corredate da locali gastronomici e con tanto spazio pedonale fruibile liberamente, al riparo dal rumore del traffico.

L’inaugurazione è avvenuta passo passo, museo dopo museo, ristorante dopo ristorante, completandosi a tappe fino all’ultimo scorcio del 2001. Preservando l’intero perimetro storico, gli architetti Laurids e Manfred Ortner hanno costruito ex novo gli edifici del Mumok e del Leopold Museum e, dal corpo a ovest in cui era situata la Cavallerizza Invernale, hanno ricavato delle sale teatrali e gli spazi della Kunsthalle.

Tre cortili principali ospitano caffè e ristoranti e offrono un folto numero di panche e panchine, in particolare quelle multifunzionali chiamate Enzis, diventate iconiche fin dalla loro introduzione nel 2003 per la loro forma peculiare, la loro combinabilità per formare isolotti e il colore diverso ogni anno, votato online in primavera: un’idea che ha contribuito a fare del MQ «un salotto per i bobo viennesi», per un pubblico in larga parte dinamico e acculturato, borghese e progressista, interessato all’arte e alla cultura.

I 90mila metri quadrati di superficie utile del MQ ospitano 9 grandi istituzioni e una sessantina di iniziative e start up culturali, che comprendono un ventaglio di proposte che va dalle arti figurative all’architettura, dalla danza alla letteratura, dalla musica al teatro. Al suo interno si svolgono parte delle attività dei festival viennesi, mentre d’inverno dei padiglioni temporanei invitano a fruire comunque dei cortili.

La posizione centrale del MQ, contiguo a Kunsthistorisches e Naturhistorisches, vicino al Palazzo Imperiale e alla Secessione, oltre che all’arteria commerciale della Mariahilferstrasse, e la sua apertura 24 ore su 24 lo hanno reso uno dei luoghi della città più frequentati fino a tarda notte, con oltre 4,5 milioni di accessi all’anno (nel 2002 erano 2 milioni).

Uno studio commissionato dal MQ ha appurato che il 41% delle presenze è motivato dalla visita di un’istituzione; che i turisti valutano il MQ come eccellente al 93%, per il 97% dei viennesi è un luogo fortemente positivo, tanto che l’80% è frequentatore abituale. Fra i più apprezzati musei del MQ: il Leopold Museum, il Mumok, il Centro per l’Architettura, la Kunsthalle e lo Zoom Museum per i Bambini, che attira ogni anno oltre 100mila visitatori.

Nel tempo i gestori del MQ hanno via via arricchito le proposte, anche con interventi architettonici di ampliamento, come il recente minigolf realizzato da 5 artisti contemporanei nella spianata davanti all’ingresso principale, o la nuova «Libelle» (libellula) sul tetto del Leopold Museum, con uno spazio multifunzionale per eventi, una grande terrazza panoramica con libero accesso e un caffè.

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