L'Islam di Calouste Gulbenkian

150 oggetti illustrano la parte meno nota della collezione del celebre imprenditore petrolifero

Vaso con coperchio. Siria, Raqqa, tardo XII secolo. Museo Calouste Gulbenkian. Foto: Catarina Gomes Ferreira
Giuseppe Mancini |  | Lisbona

Calouste Gulbenkian, cittadino ottomano di origini armene trasferitosi da giovane a Londra e Parigi, divenne ricchissimo grazie al petrolio dell’Iraq. Il suo soprannome era «Mr. 5%», dalla quota a lui riservata per ogni transazione commerciale. Grazie ai fondi a sua disposizione divenne anche un raffinato collezionista; dopo la sua morte nel 1955, i circa 6mila oggetti in suo possesso, tappeti, manoscritti, miniature, ceramiche, quadri, sculture, hanno formato il nucleo storico di un museo a Lisbona.

Nel 150mo anniversario della nascita (era nato il 23 marzo 1869 nell’attuale Istanbul), la Fondazione Gulbenkian, nella sede portoghese, ha organizzato un ricco programma di eventi nel quale spicca, dal 12 luglio al 7 ottobre, la mostra «L’ascesa dell’arte islamica. Dalla fine dell’impero ottomano all’era del petrolio». Circa 1.200 pezzi della collezione provengono dall’area mediorientale: ed è
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