L'iperbole di Luciano Ventrone

A Palazzo Ducale di Urbino il virtuosismo iperrealistico dell'artista recentemente scomparso

Marta Paraventi |  | Urbino

A poche settimane dalla sua scomparsa, Urbino omaggia con la mostra «Luciano Ventrone. Il pittore dell’iperbole» a cura di Vittorio Sgarbi, aperta fino al 27 giugno nella Sala del Castellare del Palazzo Ducale, il grande maestro noto per l’eccezionale virtuosismo e resa iperrealistica di oggetti tratti dal quotidiano.

Attraverso 45 opere è possibile conoscere il lavoro dell’artista, esito di una complessa analisi sull’immagine fotografica del soggetto: la fotografia, infatti, è il punto dal quale Ventrone partiva per poi restituirlo sulla tela cogliendone dettagli non visibili all’occhio umano generando grande stupore nell’osservatore. Amante della grande pittura del passato (celebre il soggetto che richiama la «Canestra di frutta» di Caravaggio), «Luciano Ventrone è, spiega Vittorio Sgarbi, un artista contemporaneo che ha saputo affermarsi come grande maestro nella figurazione: sembra cercare un assoluto, una essenza, che, nell’opera, accresce la realtà, non si limita a riprodurla. È di più. Ventrone è il pittore dell’iperbole. E iperboliche, esagerate, barocche appunto, sono le sue opere, piuttosto che iperrealistiche. Una grande illusione».

La mostra, che segue la personale «La grande illusione» al Mart-di Trento e Rovereto, è promossa dal Comune di Urbino su progetto di Contemplazioni, in collaborazione con l’Archivio Luciano Ventrone, con il coordinamento generale di Gianluca Bellucci.

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