L’intero carteggio di Zanetti, ardente amatore d’arte e illustre artista veneziano

Pubblicato l’intero epistolario noto del connaisseur a partire dal 1704, con le prime lettere dell’amica fraterna Rosalba Carriera, fino al 1765, quando, ormai vecchio, invia a uno sconosciuto collezionista una serie di stampe e disegni

Un particolare di «Lo studiolo di Ulrika Lovisa Tessin» di Olof Fridsberg, Stoccolma, Nationalmuseum
Carolina Trupiano Kowalczyk |

La pubblicazione dell’intero carteggio noto di Anton Maria Zanetti di Girolamo (1680-1767) mette in luce lo straordinario percorso di questo conoscitore, collezionista, antiquario e artista veneziano, a partire dal 1704, con le prime lettere dell’amica fraterna Rosalba Carriera, fino al 1765, quando, ormai vecchio, invia a uno sconosciuto collezionista una serie di stampe e disegni.

Il volume, il più atteso della collana di «Lettere artistiche del Settecento veneziano», il primo pubblicato in collaborazione tra la Fondazione Giorgio Cini e la Fondazione Musei Civici di Venezia e a cura di Marina Magrini, è di appassionante lettura, nello svelare la complessa personalità del personaggio, le origini e le fatiche nel compiere le sue più importanti imprese artistiche ed editoriali (Raccolta di varie stampe a chiaroscuro, Delle antiche statue greche e romane e Dactyliotheca), le ricerche di disegni, gemme, stampe e libri per la propria collezione e biblioteca: una vita di intenso lavoro, inesauribile curiosità e amplissimi interessi, raccontata e condivisa con l’élite culturale europea e i suoi corrispondenti.

Sono 337 lettere, annotate con cura e commentate dai saggi che analizzano le sue amicizie e i rapporti di lavoro, con grandi artisti veneziani, con eruditi, con il cosmopolita Francesco Algarotti, con collezionisti come Francesco Maria Nicolò Gabburri e Andrea Gerini a Firenze, Pierre-Jean Mariette a Parigi, che nella sua biografia lo definisce: «Le plus ardent amateur qui j’aie jamais connu», diplomatici, con l’aristocrazia europea di altissimo rango, dal principe di Liechtenstein a Vienna, ai duchi di Devonshire e di Marlborough. I carteggi con gli antiquari Hugh Howard e Arthur Pond confermano Zanetti come pioniere nella promozione di Canaletto nel mercato anglosassone. I quattro saggi finali mettono in luce gli aspetti più intimi di Anton Maria, in quanto autore di pittogrammi, appassionato bibliofilo, partecipe del mondo del teatro e della scultura veneziana.

Zanetti emerge dall’ombra con gli studi di Alessandro Bettagno che, con l’acquisto nel 1969 dell’Album di caricature per la Fondazione Giorgio Cini, ancora segretario dell’Istituto di Storia dell’Arte che dirigerà dal 1989 al 2022, rimase affascinato dal personaggio e dalla sua profonda e poliedrica cultura. Bettagno, forse per un’intima adesione alla personalità di Anton Maria, dedicò la vita alla ricerca di notizie, lettere e documenti che lo concernono, esplorando le collezioni, musei e biblioteche di tutto il mondo. Negli ultimi anni di vita assegnò a Marina Magrini l’incarico della pubblicazione del carteggio. La studiosa raccolse le lettere in ordine cronologico e scelse gli autori dei saggi, fino alla sua prematura scomparsa nel 2019. Si decise allora di affidare l’impresa di verificare e completare il materiale per la pubblicazione a Bożena Anna Kowalczyk, Simone Guerriero e Alberto Craievich.

L’imponente volume che si auspica stimoli l’emersione di altre lettere e notizie (ad esempio, sulla sua promozione di Bellotto, Zuccarelli, sul rapporto con Tiepolo), costituisce una base per ulteriori studi su Zanetti che, completi di regesto e di una scansione cronologica degli eventi, potranno presentare il personaggio in tutta la sua complessità.

Anton Maria Zanetti di Girolamo. Il carteggio,
a cura di Marina Magrini 896 pp., ill., Scripta Edizioni, Verona 2021, € 34

© Riproduzione riservata