L’infelicità sontuosa di Maria Anna d’Austria

Nell’ambito della politica di scambi messa in atto dalla direttrice dell’Accademia Carrara, Maria Cristina Rodeschini, è giunto eccezionalmente dal Prado un ritratto di Velázquez. E sette capolavori volano a Varsavia

Un particolare del «Ritratto di Maria Anna d’Austria» di Diego Velázquez
Ada Masoero |  | Bergamo

Infelice: così appare Maria Anna d’Austria (1634-96), sposa dello zio (di 30 anni più anziano) Filippo IV di Spagna che la prese in moglie, quattordicenne, solo per avere da lei una discendenza maschile dopo la morte dell’amata prima moglie e del figlio maschio (cui lei era stata destinata). Quando il pittore di corte, Diego Velázquez (Siviglia, 1599-Madrid, 1660) la ritrasse, la poverina (che tra l’altro era afflitta dall’irredimibile prognatismo degli Asburgo) aveva circa vent’anni.

Poco dopo, il suo volto e quello del consorte sarebbero comparsi, riflessi in uno specchio, nel celeberrimo «Las Meninas», ma in questo ritratto d’apparato la sua figura è intera, addobbata con una veste sontuosa e una massiccia parrucca alla moda e ricoperta di gioielli degni del suo rango. Un vero capolavoro del maestro spagnolo anche questo dipinto che, nell’ambito della fruttuosa politica di scambi messa in atto dalla direttrice dell’Accademia Carrara, Maria Cristina Rodeschini, è giunto eccezionalmente dal Prado per essere esposto fino al 28 agosto alla Carrara per il nuovo appuntamento, curato dalla direttrice stessa, della serie dedicata ai grandi protagonisti della pittura europea (catalogo Skira).

L’opera è accostata a dipinti coevi del museo e accompagnata da una videoinstallazione a cura di NEO. Intanto, sette dipinti dell’Accademia Carrara, di Giovanni Bellini, Cosmè Tura, Botticelli, Vittore Carpaccio, Lotto, Moroni e Veronese, sono esposti fino al 18 settembre nel Castello Reale di Varsavia, nella mostra «Capolavori del Rinascimento dall’Accademia Carrara di Bergamo», a cura di M. Cristina Rodeschini.

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