L’indice di Costantino

Ricomposta la mano del celebre Colosso bronzeo grazie al frammento del dito della collezione del Louvre

Arianna Antoniutti |  | Roma

Fino all’aprile 2026, grazie alla collaborazione tra Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina e Louvre, la mano del colosso bronzeo di Costantino, custodita nell’Esedra del Marco Aurelio dei Musei Capitolini, sarà ricomposta con il frammento del dito indice proveniente dal museo parigino. I resti della statua colossale (IV secolo d.C.), di cui si conservano la testa, la mano sinistra e una sfera, un tempo sorretta dalla medesima mano, erano collocati almeno dal XII secolo in Laterano.

Donati da Sisto IV al popolo romano, assieme ad altri bronzi lateranensi, furono trasferiti nel 1471 in Campidoglio. Fino agli anni Trenta del Cinquecento le fonti attestano l’integrità della mano, ma documenti grafici di poco successivi, mostrano la sfera separata dalla mano e quest’ultima con lacune in corrispondenza del dito indice, del medio, dell’anulare e del palmo.

Nell’ambito di un progetto di ricerca condotto dal Louvre sui grandi bronzi antichi, venne avanzata l’ipotesi che il frammento del dito, giunto a Parigi nel 1860 dalla collezione del marchese Giampietro Campana, fosse parte dal bronzo capitolino. Nel 2018 una prova effettuata a Roma con un modello 3D, ha consentito di confermare l’eccezionale scoperta.

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