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L'incerto destino dei Tre Oci

Il gioiello neogotico messo in vendita dalla Fondazione di Venezia

Casa dei Tre Oci a Venezia. Foto di Till Niermann

Le voci della possibile messa in vendita della Casa dei Tre Oci si rincorrono da mesi, tra annunci e smentite che rimbalzano tra la Fondazione di Venezia, proprietaria dell’edificio, e Civita Tre Venezie, che gestisce l’attività di questa casa della fotografia che dalla Giudecca apre le vetrate sul bacino di San Marco.

I Tre Oci (gioiello neogotico dei primi del Novecento progettato, e abitato, da Mario De Maria), sono stati acquistati nel 2000 dalla Fondazione di origine bancaria e aperti al pubblico nel 2012 dopo un lungo restauro, per diventare uno dei principali spazi italiani per grandi mostre fotografiche, sotto la direzione artistica di Denis Curti.

Vi sono custoditi due imponenti fondi fotografici, il Fondo De Maria, con oltre 100mila immagini, e l’Archivio Italo Zannier, con 2mila fotografie e oltre 12mila volumi, mentre nelle sue sale si sono alternate mostre di Erwitt, Salgado, Newton, Berengo Gardin, Scianna e Lartigue.

Oggi tutto questo sembra avviato a un destino incerto, dopo che il presidente Michele Bugliesi ha annunciato l’intenzione della Fondazione di Venezia di mettere in vendita vari beni immobiliari per meglio rispondere a una missione basata sull’erogazione di fondi per arte e cultura e non sull’accumulo di un patrimonio che nelle condizioni attuali risulterebbe, invece, immobilizzato.

Alla notizia della possibile messa in vendita della Casa dei Tre Oci si sono moltiplicate petizioni e raccolte di firme, nonostante Emanuela Bassetti (presidente e amministratore delegato di Civita Tre Venezie e membro del consiglio generale della Fondazione di Venezia), ribadisca che «La decisione è stata presa e ci sono già contatti con alcuni possibili acquirenti. Da parte nostra stiamo cercando una nuova sede, perché crediamo che l’esperienza vissuta in questi anni ai Tre Oci possa continuare nel centro storico veneziano».

Anche il direttore artistico Denis Curti sottolinea la volontà di non interrompere questo progetto che, pur a malincuore, è in grado di emanciparsi dal luogo in cui è nato. Al momento le attività di Casa dei Tre Oci proseguono con una grande antologica dedicata al maestro del neorealismo italiano Mario De Biasi, la cui inaugurazione è prevista per il 12 marzo (fino al 31 luglio).

Più chiari gli esiti di un’altra chiusura, da poco annunciata da Fondazione Forma per la Fotografia che lascia i suoi spazi di via Meravigli a Milano. Dopo 10 anni di progetti espositivi, corsi ed eventi, di cui gli ultimi sei proprio in quest’ultima sede, le attività della fondazione cambiano pelle e si trasferiscono online.

Tuttavia, il ricco programma presentato per i prossimi mesi sembra, anche in questo caso, voler tranquillizzare il pubblico sull’immutata volontà di portare avanti un percorso di diffusione e valorizzazione del linguaggio fotografico, nonostante la necessità, dettata anche dalle difficoltà di questi mesi, di ridefinire il proprio modus operandi.

Monica Poggi, da Il Giornale dell'Arte numero 414, febbraio 2021

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