L’inarrestabile Korean Wave

La prima fiera asiatica del marchio Frieze, che si affianca alla preesistente Kiaf, registra entusiasmo e vendite sul contemporaneo e rafforza l’ipotesi di Seul «nuova Hong Kong»

Una veduta di Kiaf Seoul
Elisa Carollo |  | Seul

Frieze (dal 2 al 5 settembre) sbarca a Seul affiancando la storica Kiaf (dal 2 al 6 settembre) e confermando la vocazione della capitale coreana, importante art-hub asiatico, nonostante le persistenti difficoltà per i visitatori internazionali nell’orientarsi tra gli innumerevoli eventi in città (il servizio internet Google Maps così come quello di trasporto automobilistico privato Uber non funzionanti e qualche problema linguistico).

L’arrivo di Frieze ha portato tante gallerie italiane alla prima esperienza a contatto con il mercato asiatico e alcune hanno sfruttato l’occasione per «educarlo» ad artisti italiani chiave: Galleria Continua ha allestito un percorso storico dell'opera di Michelangelo Pistoletto, Alberto Burri è presente con le sue combustioni e i suoi cretti da Mazzoleni, un monumentale Dorazio spicca da Tornabuoni e non mancano gli old masters da Robilant+Voena. Cardi Gallery ha invece optato per uno stand dedicato all’opera dell’artista giapponeseHidetoshi Nagasawa.
«Concetto Spaziale. Attese» ( 1959) di Lucio Fontana. Courtesy Mazzoleni, London-Torino
Nonostante l’interesse iniziale, si riscontra tuttavia una lentezza del collezionismo coreano quando si parla di cifre importanti. Il contemporaneo appare più dinamico, come conferma MASSIMODECARLO che a Frieze ha portato una serie di nomi, sia nazionali che internazionali, da Boetti a Jennifer Guidi, con vendite fra i 40.000 e $600.000. A Kiaf invece troviamo la milanese Cassina Projects con uno stand dedicato alla giovane portoricana Larissa De Jesús Negrón (>$15.000) e Eduardo Secci con una selezione di artisti direttamente dalla propria «scuderia».

Durante la vip preview di Frieze, venerdì 2 settembre, c’è stato grande fermento e interesse da parte di collezionisti curiosi con voglia di approfondire anche la proposta straniera, tanto che molti si sono poi ripresentati anche il giorno successivo per proseguire le conversazioni già avviate. A prevalere nell’offerta da un lato è l’astrazione minimale, o atmosferica, in cui il paese ha grande tradizione, oggi rinnovata da figure come Kim Taek Sang (sold out $25.000/100.000 da Leeahn Gallery), dall’altro un figurativo dai toni accesi che ammicca più alla generazione «MZ» per cui collezionare arte è alla moda grazie al modello delle K-Stars. L’opening difatti è stato una passerella di star locali.
Un’opera di Kim Taek Sang presentata dalla Leeahn Gallery
Numerose sono state anche le istituzioni che in fiera hanno deciso nuove acquisizioni come il fiammeggiante «Red Portrait Composition» di George Condo da Hauser & Wirth, da subito acquistato da un museo coreano per 2.8 milioni di dollari, ma anche giovani artisti come Paolo Salvador presente da Peres Projects, galleria con sedi a Berlino e Milano che proprio in quest’ultimo anno ha aperto una location a Seul. Tra le opere più provocatorie emerge la risposta coreana alla banana di Cattelan firmata dal collettivo El Grupo X e presentata dalla storica Shilla Gallery a Kiaf: una parete di banane disponibili al prezzo di partenza di $35, e un numero di edizione pari al prezzo pagato.
L’opera presentata da El Grupo X presso la Shilla Gallery a Kiaf
A Frieze prevale la domanda per blue-chip con forte riconoscibilità, come un Jean-Michel Othoniel, venduto per 135,000/149,000 euro dalla coreana Kukje Gallery, o Alex Katz: Timothy Taylor ha venduto nelle prime ore un’opera dell’artista americano di quasi 3 metri per $950.000.

Centrale rimane però il sostegno ad artisti coreani, in particolare a nomi come Park Seo-Bo e Lee Ufan, appartenenti ai movimenti artistici Dansaekhwa o Mono-ha (entrambi con notevoli rialzi a livello internazionale nell’ultimo anno) ma anche ai loro epigoni contemporanei come Shin Moon Seup ($25.000/70.000) o Lee Bae ($20.000/150.000). A poche ore dall’apertura della nuova fiera, la coreana Johyun Gallery si era già assicurata interessamento per un monumentale dipinto di Park Seo-Bo rosso ($1.2M), il cui acquisto, però, vorrebbe essere indirizzato ad un museo, così come per lo spettacolare Jin Meyerson che sarà anche ad Armory.
Un’opera di Jin Meyerson presentata da Johyun Gallery
Sold out per la giovane artista locale Hejum Bä ($10.000/12.000) esposta dallo spazio Whistle di Seul nel «Focus Asia».  Da segnalare più di un interesse istituzionale per l’artista multimedia Sungul Ryu, presentata dall’altra galleria coreana emergente P21. È andato praticamente sold out al primo giorno anche l’italiano Davide Baliano dalla newyorkese Tina Kim ($10.000/25.000). È interessante notare come molte gallerie straniere abbiano perlopiù adottato una strategia diversa rispetto ad altre fiere, evitando prevendite e dando priorità ad acquisizioni locali.

A tal proposito, Emilia Yi di Make Room Los Angeles rileva: «Lavoriamo con molti clienti coreani, ma è la prima volta che li incontriamo di persona. La maggior parte di loro l'abbiamo incontrata virtualmente quando hanno iniziato a collezionare con la pandemia, e finalmente siamo qui».
La galleria, che presenta l’artista coreana Guimi Yuo ($13.000/46.000), cercherà di destinare le opere ai collezionisti coreani più adatti a sostenerne la crescita.

E se si discute in questi giorni sulla potenzialità di Seul (che sia la nuova Hong Kong?), vanno tenuti in conto certi fattori che giocano a favore della capitale sudcoreana: innanzitutto può contare già su una preesistente e solida base di istituzioni (oltre 500 musei, di cui oltre 100 sono solo a Seul), di gallerie storiche e collezionisti, su una continua crescita di millennials appassionati e sull’apertura di gallerie internazionali. Il governo crede tantissimo nel suo nuovo ruolo in ambito artistico dopo che per anni ha investito nelle industrie culturali e creative che hanno permesso di cambiare la percezione del paese a livello internazionale. Di recente è stato annunciato un ulteriore investimento di 3.5 miliardi in questo settore e non guastano poi le attuali policy fiscali che rendono ad oggi l’arte fra gli investimenti più attrattivi, privi di iva e tasse d’importazione. Inoltre, gli acquisti sotto la soglia dei $51,000 sono esenti da «capital gain tax».

I commenti degli espositori paiono confermare un mercato solido e in piena espansione che, secondo un report della Korea Arts Management Service di giugno, avrebbe raggiunto già nella prima metà del 2022 un totale di 410.2 milioni di dollari. Che la Corea del Sud abbia ormai una sua collocazione all’interno della mappa dell'arte internazionale parrebbe insomma un dato di fatto.

© Riproduzione riservata Un’opera di Pistoletto presentata dalla Galleria Continua
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