L’impresa culturale equiparata a quella industriale

Presentati i progetti approvati dal Fondo Cultura: 30 milioni di euro erogati dal MiC in convenzione con CdP e i finanziamenti a tasso agevolato dell’Istituto di Credito Sportivo, con 71 progetti già selezionati

La Gypsotheca di Possagno
Camilla Bertoni |

Restauri, miglioramento sismico, valorizzazione del patrimonio architettonico attraverso un progetto di digitalizzazione. Sono i tre punti su cui si basa il progetto di rinnovamento della Gypsotheca Antonio Canova di Possagno (Tv), progetto che ha conquistato il finanziamento di 784mila euro provenienti dal bando promosso dal Ministero della Cultura (MiC).

Un finanziamento a fondo perduto che rientra nei 30 milioni distribuiti dal MiC agli enti pubblici i cui progetti sono stati selezionati (16 nel Nord Ovest, 14 nel Nord Est, 11 Centro, 18 Sud e Isole: il decreto è stato pubblicato il 9 dicembre scorso), finanziamento che nasce da una convenzione che il MiC ha sottoscritto con la Cassa Depositi e Prestiti (CdP) nell’aprile scorso.

Si tratta di una delle due componenti che costituiscono il «Fondo per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale», cosiddetto Fondo Cultura, istituito con il Decreto Rilancio del 2020, «una delle idee più innovative degli ultimi tempi, giusta integrazione tra pubblico e privato», ha spiegato il ministro Franceschini che si è dichiarato intenzionato a proseguire su questa strada.

La seconda componente prevede invece finanziamenti a tasso agevolato concessi da parte dell’Istituto di Credito Sportivo (Ics) e per i quali il Fondo, già finanziato fino al 2023, fa da garante con un primo comparto di 10 milioni di euro. Uno strumento di garanzia che «per la prima volta varato in campo culturale in Italia e sicuramente poco usuale in campo internazionale, ha dichiarato Andrea Cancellato, presidente di Federculture, equipara l’impresa culturale alle imprese industriali e commerciali tradizionali».

I risultati realizzati con le risorse attivate presso Ics sono stati presentati venerdì 17 dicembre: 71 i progetti selezionati, 60 presentati da Enti locali, Comuni e Province, 11 da soggetti privati, distribuiti su tutto il territorio nazionale (Nord Ovest 21%, Nord Est 18%, Centro 36%, Sud e Isole 25%). I progetti attivati grazie a questo strumento ammontano complessivamente a 104 milioni di euro, la metà circa riguardano restauro e ristrutturazione, un terzo manutenzioni straordinarie, adeguamenti sismici, efficientamento energetico e abbattimento di barriere architettoniche, solo il 4% va all’acquisto di patrimonio culturale mentre una parte è destinata a finalità diverse, tra cui progetti di digitalizzazione.

Ne beneficeranno immobili dall’alto valore culturale (41%), musei, aree archeologiche, pinacoteche o gallerie (12%), teatri (11%), monumenti (10%), biblioteche (6%), ville, parchi o giardini (7%). Il 10% delle richieste riguardano altre operazioni di conservazione e tutela e il 3% la riqualificazione e conservazione di oggetti o manoscritti.

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