L’importanza di essere stata capitale

Il ruolo del capoluogo partenopeo durante il regno di Carlo di Borbone

Olga Scotto di Vettimo |

Napoli. Centro tra i più vivaci del Settecento, Napoli conobbe con il sovrano Carlo di Borbone un determinante impulso verso molteplici campi: dai grandi progetti architettonici, tra cui la Reggia di Capodimonte, la costruzione della nuova ala di Palazzo Reale, il Teatro di San Carlo, l’Albergo dei Poveri e gli altri siti reali sparsi nel territorio campano; alle industrie manifatturiere, alle ricerche archeologiche con gli scavi di Ercolano e Pompei, che hanno profondamente contribuito all’affermarsi in Europa del gusto neoclassico.

A quegli anni è dedicata la mostra «L’età di Carlo, alle radici del gusto dell’antico», curata da Paolo Mascilli Migliorini e Massimo Visone e allestita a Palazzo Reale fino al 20 febbraio. Come chiarisce il soprintendente Luigi La Rocca, nominato lo scorso settembre: «Coerentemente con gli obiettivi di valorizzazione e promozione dei beni culturali e dei siti
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