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Mostre

L’importanza di essere stata capitale

Il ruolo del capoluogo partenopeo durante il regno di Carlo di Borbone

Un particolare delle decorazioni nelle Sale Pompeiane di Palazzo Reale a Napoli

Napoli. Centro tra i più vivaci del Settecento, Napoli conobbe con il sovrano Carlo di Borbone un determinante impulso verso molteplici campi: dai grandi progetti architettonici, tra cui la Reggia di Capodimonte, la costruzione della nuova ala di Palazzo Reale, il Teatro di San Carlo, l’Albergo dei Poveri e gli altri siti reali sparsi nel territorio campano; alle industrie manifatturiere, alle ricerche archeologiche con gli scavi di Ercolano e Pompei, che hanno profondamente contribuito all’affermarsi in Europa del gusto neoclassico.

A quegli anni è dedicata la mostra «L’età di Carlo, alle radici del gusto dell’antico», curata da Paolo Mascilli Migliorini e Massimo Visone e allestita a Palazzo Reale fino al 20 febbraio. Come chiarisce il soprintendente Luigi La Rocca, nominato lo scorso settembre: «Coerentemente con gli obiettivi di valorizzazione e promozione dei beni culturali e dei siti culturali della regione, la mostra intende illustrare il rinnovato ruolo di Napoli quale capitale durante il regno di Carlo di Borbone e l’acquisizione di una crescente centralità della città e dei suoi dintorni nel panorama europeo, grazie alle scoperte archeologiche di Ercolano (1738) e di Pompei (1748)».

In occasione della mostra, inoltre, sono state riaperte al pubblico le sale pompeiane di Palazzo Reale, recentemente restaurate. L’esposizione è stata accompagnata dal convegno «Dalla grottesca alla decorazione pompeiana», tenutosi lo scorso 17 dicembre a cui hanno partecipato studiosi italiani e stranieri sul tema delle decorazioni influenzate dalle antichità di Roma e degli scavi dell’area vesuviana. Il convegno è stato organizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli in collaborazione con il Polo Museale della Campania e la Biblioteca Nazionale di Napoli, grazie a un finanziamento della Regione Campania che ha sostenuto il progetto attraverso il Piano Operativo Complementare (Poc 2014-20).

Olga Scotto di Vettimo, da Il Giornale dell'Arte numero 404, gennaio 2020


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