L’Icg a Sangiuliano: non siamo una biblioteca

La riforma ministeriale prevede che l’Istituto centrale per la grafica, dotato di autonomia speciale dal 2015, afferisca alla Direzione generale Biblioteche e istituti culturali. La lettera dei dipendenti al ministro

L’Istituto centrale per la grafica a Roma
I dipendenti dell’Istituto centrale per la grafica, Roma |  | Roma

Nella riforma del Ministero della Cultura l’Istituto centrale per la grafica (Icg), nato nel 1975 e dotato di autonomia speciale dal 2015, dovrebbe passare alla Direzione generale Biblioteche e istituti culturali, «con un certo qual fraintendimento culturale», fanno notare dall’Icg, «essendo una collezione d'arte grafica tra le più grandi al mondo, con una stamperia calcografica d’arte ancora funzionante»
I dipendenti dell’Istituto hanno indirizzato al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano la nota che qui riproduciamo integralmente, chiedendogli di riconsiderare la collocazione dell’Icg prevista dal nuovo assetto del Ministero.


Onorevole Signor Ministro Sangiuliano,

Le scriviamo in merito alle anticipazioni della prossima riorganizzazione del Ministero della Cultura (la sesta in poco più di venti anni), che prevede l’abbandono delle Direzioni Generali e la creazione di quattro Dipartimenti, che destano in noi viva preoccupazione.

Il nostro Istituto, che custodisce un patrimonio ingente, la più vasta e notevole per qualità e varietà raccolta pubblica di disegni, stampe, matrici incise, fotografie storiche e d’autore, video d’artista, dotato di autonomia speciale dal settembre 2015, è stato infatti inserito nel nuovo ordinamento sotto la Direzione Generale Biblioteche e istituti culturali, insieme all’Istituto per il catalogo unico delle biblioteche italiane.

Ci preme evidenziare che l’Istituto nel quale prestiamo servizio ha il compito istituzionale di «conservare, tutelare e promuovere un patrimonio di opere che documentano l’arte grafica nelle sue differenti tipologie» (DM 3 febbraio 2022, art. 20). Ha sede a Roma, nel complesso architettonico costituito da Palazzo Poli e Palazzo della Calcografia, e vanta una plurisecolare tradizione.

Nasce nel 1975 (Dpr 805/1975) dall’unione della Calcografia Nazionale, di eredità pontificia, e del Gabinetto Nazionale delle Stampe, istituito nel 1895, con primo direttore Adolfo Venturi, «con le raccolte museali in essi esistenti», le cui antiche tradizioni contribuiscono a determinarne il profilo specialistico e di indirizzo nel settore delle opere d’arte grafica e fotografica. Di queste entità museali, da sempre attive nell’ambito storico-artistico, l’atto fondativo sanciva inoltre i «compiti di salvaguardia, catalogazione e divulgazione di beni concernenti la produzione grafica e fotografica».

Nei 48 anni di attività l’Istituto ha svolto un costante lavoro di promozione della ricerca sulle proprie collezioni, anche attraverso l’attività espositiva e la collaborazione con istituti analoghi in ambito internazionale, definendo la centralità del suo ruolo in Italia per quanto riguarda lo studio, la conservazione e la fruizione delle opere grafiche.

A tale scopo ricordiamo che:

1. L’Istituto è dotato di autonomia speciale ai sensi del Dpr 29 agosto 2014 n. 171 «Regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo» (art. 30), con bilancio proprio e organi collegiali (Consiglio di Amministrazione e Collegio dei Revisori dei Conti) incardinato nella Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali, ma con dipendenza tecnica/scientifica dalla DG-Musei (prestiti internazionali, acquisti). L’Istituto ha promosso infatti negli anni una fitta attività espositiva su materiali delle proprie collezioni in collaborazione con altre realtà museali italiane ed estere. A conferma del proprio profilo museale, l’Istituto è stato accolto da anni fra i soci istituzionali di Icom e Amaci.

2. L’Istituto è al tempo stesso realtà museale e storico luogo di produzione di immagini, custodisce un patrimonio ingente, la più vasta e notevole per qualità e varietà raccolta pubblica di disegni (circa 60mila), stampe (circa 150mila), matrici incise (oltre 24mila, la più consistente al mondo), fotografie storiche e d’autore (circa 16mila), video d’artista.

3. Tutti i settori delle collezioni dell’Istituto sono in continua espansione grazie alla politica di acquisizioni con fondi ministeriali, impiegati sia per acquisti a trattativa privata che per bandi di arte e fotografia contemporanea, assegnazioni per acquisti coattivi in sede di esportazione, o per esercizio del diritto di prelazione da parte del Ministero.

4. Le collezioni di matrici, stampe, disegni, video d’artista e fotografie sono affiancate da laboratori specializzati nel restauro e diagnostica delle matrici (unico laboratorio in Italia) e delle opere d’arte su carta (con specifiche competenze in materia). I due laboratori hanno contribuito negli anni a promuovere numerose ricerche sulle due classi di manufatti e hanno prodotto protocolli d’intervento divulgati poi sul territorio nazionale attraverso tirocini, convegni e pubblicazioni. Inoltre, una stamperia di secolare esperienza è da sempre aperta alle sperimentazioni degli artisti contemporanei, e operante in progetti di produzione di repliche di matrici originali tutelate, le cui stampe sono utilizzate anche come omaggi del Ministero per pubbliche relazioni e diplomatiche.

5. In ottemperanza al compito della catalogazione delle proprie collezioni, e di piena accessibilità delle stesse, una banca dati digitale del patrimonio conservato è disponibile online all’indirizzo www.calcografica.it con oltre 2mila accessi a settimana, in costante crescita, una delle più estese collezioni online italiane. La catalogazione viene realizzata secondo gli standard Iccd _MiC (schede D, S, F, M, i cui tracciati sono stati progettati proprio con la consulenza dell’Istituto).

L’Istituto vedrà completata nel corso del 2024 la digitalizzazione del proprio patrimonio con l’investimento Pnrr-M1C3 Investimento 1.1 «Strategie e piattaforme digitali per il patrimonio culturale», Sub-investimento 1.1.5 «Digitalizzazione del patrimonio culturale», che prevede anche la creazione di una rete digitale con i patrimoni del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e quello di Capodimonte.

6. Per la propria specificità l’Istituto ha in atto numerose e prestigiose intese internazionali con realtà similari (Real Academia de Bellas Artes San Fernando di Madrid, custode di una simile raccolta di matrici, Berlino, Kupferstichkabinett per progetti di studio ed espositivi condivisi, Museo de Bellas Artes di L’Avana, Cuba, che conserva una prestigiosa collezione di stampe piranesiane).

7. Il nostro organigramma prevede la presenza di 8 funzionari storici dell’arte e di un solo bibliotecario.

Poiché molti di noi lavorano in questo Istituto da molti anni, ci sentiamo di affermare che il suo assetto è decisamente rivolto alla disciplina storico-artistica, sia per la tipologia di beni che tuteliamo e valorizziamo, sia per l’organizzazione delle attività e delle strutture. Non ci sentiamo parte del mondo delle biblioteche, con le quali abbiamo peraltro una lunga consuetudine di collaborazione, come anche con le Università, le Accademie e gli Enti di Ricerca.

Alla luce di quanto esposto, le chiediamo quindi, onorevole Ministro, di riconsiderare la collocazione dell’Istituto centrale per la grafica nel nuovo assetto del MiC, tenendo presenti tutte le specifiche caratteristiche che le abbiamo qui esposte, che ne fanno un Istituto dalle molte peculiarità e competenze. Auspichiamo quindi che l’Istituto possa afferire piuttosto alla Direzione generale Musei o alla Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

I dipendenti dell’ICG
Ascenzi Fabio 
Bernini Rita
Bocconi Gabriella 
Borsoi Matteo Maria  
Buonocore Caccialupi Marina
Campagna Laura
Campo Bianca
Canevari Angiola Maria 
Carruba Franca
Cecchini Stefano 
Corak Karmen
Costa Alessia 
Croce Maria Rosaria
Culasso Marina 
Dell’Aquila Gabriella 
Fiumi Sermattei Ilaria  
Fleres Roberto
Marini Giorgio 
Mascioli Stefania     
Milazzo Silvana 
Monarca Maria Antonietta 
Moroni Martina 
Orobi Francesca 
Pace Gabriella 
Pallini Piera 
Pezzi Giovanni 
Pierangeli Lucia 
Proietti Simona 
Ricci Roberta 
Rizza Danila Luciana Pia 
Rossi Isabella 
Rossi Maria Pia
Santarcangelo Ivana  
Savino Ilaria 
Scaloni Giovanna 
Somma Luca 
Suglia Annalisa 
Testarmata Elena  
Torselli Giuseppe
Trisciuzzi Silvia

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