L’ex voto di Scully a Montserrat

Roberta Bosco |  | Barcellona (Spagna)

Emulo di Matisse e Rothko, autori rispettivamente della cappella di Vence e di Houston, Sean Scully (Dublino, 1945) ha creato «un ambiente di pace e amore» all’interno del monastero di Montserrat.

Per la piccola chiesa romanica di Santa Cecilia, costruita nel 945 e restaurata per accogliere l’Espacio de Arte Sean Scully, il pittore irlandese ha concepito 14 opere dedicate a sua madre.

Dipinte con alluminio e rame, «materiali che sopportano i cambi climatici di una chiesa di montagna», come ha spiegato Scully, le opere offrono la sua personale interpretazione delle stazioni della Via Crucis.

L’aspetto tragico della vita prende forma nell’oscuro e imponente trittico all’entrata, che fa da contrappunto alle pitture delle navate laterali con i colori caratteristici dell’artista, rosso, giallo e blu, e al trittico su vetro dietro l’altare.

Per la prima volta Scully si cimenta anche con la tecnica
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