L’Europa che amava la Grecia

Il filoellenismo celebrato in occasione dei 200 anni dell’indipendenza greca

Giuseppe Mancini |  | Atene

Nel 2021 ricorre il 200mo anniversario della Guerra d’indipendenza della Grecia contro l’Impero ottomano. Nel vasto programma di celebrazioni ed eventi culturali, un interessante prologo è rappresentato dalla mostra su «Antiquarianismo e filoellenismo», che era in programma dal 10 dicembre al 5 aprile al Museo dell’Arte Cicladica, e che è stata trasferita all'Aeroporto di Atene (settore Arrivi, spazio Arte e Cultura), aperta fino al 30 aprile. È l'unica mostra attualmente visitabile ad Atene.

La mostra, a cura di Fani-Maria Tsigakou e Nikolaos Stampolidis, presenta soprattutto opere della collezione di Thanassis e Marina Martinos, esposte per la prima volta in pubblico. Sono stati selezionati dipinti, sculture e oggetti che testimoniano il sentimento filoellenico in Europa e mettono in evidenza il legame dei Greci con il loro patrimonio culturale più antico («I Greci combattono tra antiche rovine» del pittore tedesco Peter von Hess, ad esempio), oltre a sculture neoclassiche di artisti locali come Georgios Fytalis.

Le opere sono ulteriormente messe a confronto, per creare una sorta di ideale dialogo, con reperti archeologici come l’Amazzone capitolina di Sosicles, ispirazione per una polena policroma in legno settecentesca della collezione Martinos, il busto di Saffo sempre dai Musei Capitolini, l’Ulisse Grimani dal Museo Archeologico di Venezia.

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