L’etnografico e la «proprietà transitiva»

Antonio Aimi |  | Parigi

Il pedigree di un’opera di questo settore diventa determinante per il suo prezzo finale

Le due aste di arte africana e oceanica che si sono tenute nella capitale francese il 2 e il 3 dicembre scorso hanno confermato che Christie’s e Sotheby’s sembrano aver imboccato strade diverse nella vendita e nella stessa percezione dell’arte «altra», dopo decenni nei quali hanno avuto la stessa politica.

A segnare una netta discontinuità col passato è Christie’s che, come avevamo prontamente rilevato, ha cominciato a privilegiare in modo notevolissimo la «proprietà transitiva» e il pedigree di un’opera rispetto alle sue qualità intrinseche, in questo probabilmente estendendo all’etnico le griglie di valorizzazione dell’arte contemporanea. Inutile dire che questa politica, et pour cause, si limita solo ai reperti molto importanti e non coinvolge, se non in maniera ridottissima, quelli di fascia media o
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