L'età d'oro di Parma

Francesca Romana Morelli |  | Roma

Opere (soprattutto disegni) di Correggio, Parmigianino e seguaci

Nonostante avesse sostato a Parma nel 1541, Giorgio Vasari, nelle Vite (1550), sembra sottovalutare l’arte prodotta in quella città, anche se riconosce a Correggio di essere stato un pittore che «attese alla maniera moderna». Dal 16 marzo al 26 giugno, le Scuderie del Quirinale presentano «Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento», curata da David Ekserdjian, specialista della cosiddetta Scuola di Parma e autore delle monografie su Correggio (SilvanaEditoriale, 1997) e Parmigianino (Yale University Press, 2006). Organizzata dall’Azienda Palaexpo, la mostra cerca di tracciare un panorama dell’arte dell’età dell’oro per Parma che, annessa nel 1513 allo Stato Pontificio, nel 1545 va a costituire il Ducato di Parma e Piacenza. La corte farnesiana favorisce imprese architettoniche importanti e con l’opera di Correggio e Parmigianino,
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