L’energia della nuova arte italiana

Al Palazzo delle Esposizioni le opere dei quaranta finalisti del Premio Driving Energy, ideato e prodotto da TernaCult. I vincitori sono Ventura, Renis, Botto, Frapiccini e Keita

Una veduta dell’allestimento della mostra al Palazzo delle Esposizioni
Valentina Zaratti |  | Roma

A Roma, fino al 27 novembre 2022 sono in mostra a Palazzo delle Esposizioni le opere dei quaranta finalisti del Premio Driving Energy, ideato e prodotto da TernaCult e curato da Marco Delogu, presidente del Palaexpo nonché fotografo e ideatore e direttore del festival internazionale FotoGrafia, tenutosi a Roma dal 2002. TernaCult sostiene i progetti culturali di Terna, leader nel settore della trasmissione di energia verso la transizione energetica sostenibile e innovativa.

La mission dell’azienda annuncia il tema di questa edizione: «Cameras on Driving Energy». Nel corso della conferenza stampa, la giuria (composta da Delogu, Valentina Bosetti, presidente di Terna, dall’ad Stefano Donnarumma, da Salvatore Settis, Lorenza Bravetta, Elisa Medde, Emanuele Trevi, Jasmine Trinca e Massimiliano Paolucci, direttore Relazioni Esterne, Affari Istituzionali e Sostenibilità di Terna) decreta i cinque vincitori: Paolo Ventura (premio senior), Gaia Renis (premio junior), Andrea Botto, Eva Frapiccini e Mohamed Keita (tre menzioni speciali).

Con «I Ginestra» Paolo Ventura crea una composizione per un’anonima coppia di acrobati degli anni Trenta. «Questo tenersi in bilico a vicenda è una bellissima metafora dell’amore», così Ventura ci presenta l’energia del sentimento umano per eccellenza. L’opera di Gaia Renis ci trasporta sul Vesuvio per scrutare l’impercettibile importanza di un lichene e quanto questo microscopico elemento «possa permettere la rinascita di un intero ecosistema dopo un’eruzione vulcanica, da una base inospitale e brulla». L’«Onda d’urto» di Andrea Botto prende forma da una serie di esperimenti realizzati con una miccia detonante: «è un flash nel buio. Un lavoro sulla relazione tra la fotografia, la luce e un fenomeno reso visibile attraverso l’immagine».

Il trittico di Eva Frapiccini crea «una porta verso una realtà parallela» e si ispira al lavoro di un maestro del passato, il fotografo statunitense Duane Michals. Mohamed Keita sorprende con una visione personale della città che tredici anni orsono lo accoglie fuggito da una guerra civile, «Roma è una città molto ricca a livello fotografico. La vedo attraverso le persone, le piazze, i palazzi, osservo come le persone, le luci e il contesto cambiano mentre i luoghi restano fermi».

Per Terna e il Palazzo delle Esposizioni si tratta del primo progetto inaugurato anche nel Metaverso, passo importante in un presente sempre più immerso nel virtuale e Angelo Basile, responsabile IT di Terna, mette l’accento su quanto «queste applicazioni siano un volano per diffondere e promuovere la cultura».

© Riproduzione riservata
Calendario Mostre