L’emozione è un brand

Federico Florian |

«Caro amico, nel prossimo futuro c’è la possibilità che l’ANSIA (Nasdaq: AXTY) emerga come nuovo mercato da seguire da vicino»: così recita uno dei post su Instagram del collettivo d’artisti londinese Auto Italia. L’inquietudine dell’uomo contemporaneo, stato d’animo rafforzato dal senso di dispersione e precarietà intrinseco alla rete, si trasforma in fonte d’investimento potenzialmente inesauribile. È possibile commercializzare le proprie emozioni? Tradurle in titoli finanziari, obbligazioni soggette a tassi d’interesse? La piattaforma scelta dagli artisti per porsi tali interrogativi, ossia il social network Instagram, non potrebbe essere più appropriata.

Le immagini iperfiltrate che intasano i profili di miliardi di utenti rivelano come determinate emozioni (veicolate da video e fotografie con i relativi hashtag) possano subire un processo di «brandizzazione»: tramutarsi in merce di scambio, il cui
...
(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Federico Florian