L'Emilia-Romagna è un patrimonio caleidoscopico

I visitatori in quattro anni sono raddoppiati. Intervista al direttore del Polo museale regionale Mario Scalini

Mario Scalini accanto al Sansone di Guido Reni. © Roberto Serra
Mariella Rossi |

Per Mario Scalini, direttore del Polo museale regionale, l’Emilia-Romagna e i suoi musei statali rappresentano «un caleidoscopio di suggestioni che pochi altri sistemi regionali possono vantare».

Le ragioni di tale singolarità si fondano innanzitutto su un patrimonio diffuso su tutto il territorio, che abbraccia molteplici epoche storiche e culturali e permette di entrare in contatto con le radici alla base della nostra contemporaneità: «Un ventaglio di esperienze dall’arte greca classica, giunta nelle città etrusche di Spina e Marzabotto, alle vestigia romane e dell’Esarcato ravennate, passando per il Romanico di Pomposa, il Rinascimento di Ferrara e Torrechiara, il Rinascimento della Bologna (seconda città dello Stato della Chiesa), l’arte dei ducati emiliani, fino al tesoro neoclassico di Palazzo Milzetti a Faenza», prosegue il direttore.

Ciò che contraddistingue l’offerta culturale
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