L’Emilia-Romagna tra le dimore delle persone illustri

Castelli, palazzi, casali di campagna, appartamenti di città e persino anonime villette di provincia, anche se mai anonimi sono coloro che vi hanno abitato, lasciando tra stanze e giardini le tracce di storie speciali

La casa studio di Carlo Gajani a Bologna. Foto Luca Bacciocchi
Valeria Tassinari |

Castelli, palazzi, casali di campagna, appartamenti di città e persino anonime villette di provincia, anche se mai anonimi sono coloro che vi hanno dimorato, lasciando tra stanze e giardini le tracce di storie speciali. Le case e gli studi delle persone illustri, in Emilia-Romagna sono numerosi, e offrono una varietà da scoprire e tutelare. In una regione così fertile di creativi, artisti, poeti, musicisti, cineasti, collezionisti, politici e scienziati, gli ambienti domestici che hanno fatto da cornice alle loro vite e alle loro opere sono stati ora censiti grazie a una capillare ricognizione ne ha individuati ben novantuno, da Piacenza a Rimini.

Tra i tanti, ci sono i luoghi di Ferrari e Fellini, Ariosto e Pascoli, Toscanini, di Morandi e di molti altri artisti. Dimore eterogenee, come diverse erano le epoche, le personalità e gli ambiti, ma in tutte, tra libri e pennelli, collezioni curiose e oggetti d’uso, cimeli, documenti d’archivio, finestre aperte su scorci di paesaggio, aleggia ancora un genius loci, una sorta di persistenza degli sguardi, che davvero vale la pena di salvaguardare, non solo come presidio della memoria ma anche come fonte d’ispirazione. La pubblicazione è promossa dal Settore Patrimonio Culturale (già Istituto Beni Culturali) della Regione Emilia-Romagna, dove l’interesse per questo tema si è recentemente espresso anche in un significativo strumento normativo, la Legge regionale 10 febbraio 2022.

Curato dall’archeologa Cristina Ambrosini e dalla storica dell’arte Claudia Collina con prefazione di Mauro Felicori, oltre ai saggi generali il volume presenta le schede descrittive e un ampio apparato fotografico, che ben restituisce visioni e atmosfere, tracciando una sorta di itinerario tra territori e paesaggi culturali, sospeso tra dimensione privata e pubblica. Un esempio tra tutti: la casa-museo di Remo Brindisi al Lido di Spina, progettata da Nanda Vigo nel 1973 per unire unità abitativa e lavoro artistico, ma anche per divenire museo aperto al pubblico, fin da quando l’artista vi trascorreva le vacanze.

Case e studi delle persone illustri dell'Emilia-Romagna,
a cura di Cristina Ambrosini e Claudia Collina, Bologna University Press, maggio 2022, pp. 272, ill.



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