L’effetto bagnato del Sudario

Un volume fotografico sul luogo più visitato di Napoli

L'interno della Cappella Sansevero
Stefano Causa |

In due, tre anni si è consumato un fenomeno su cui quasi nessuno avrebbe puntato: Napoli è diventata una città turistica. Il centro storico si è riconvertito in un parco a tema come a Firenze o i quartieri intorno al Musée d’Orsay a Parigi. Solo che noi non vendiamo il Rinascimento o i pittori impressionisti. Ma un miscuglio di panni eternamente stesi, di Caravaggio e miracoli del sangue di san Gennaro, di pizzerie bombardate, guglie barocche, ristoranti vegani, fiction sulla camorra e, in costante incremento, B&B.

Lo stesso Pasolini, che negli anni Settanta era rimasto folgorato da una città, a suo predire, irriducibile a ogni globalizzazione, oggi si ritirerebbe in buon ordine con tutto il carico delle sue Lettere luterane. Da tempo Napoli si vende bene; solo che l’osservatorio privilegiato per spiarne le modificazioni non è la quasi quotidiana razione televisiva di un «Posto al sole», ma un
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