L’Editto di Costantino per gli Ebrei passò da Colonia

Il documento è un baluardo del multiculturalismo storico europeo

Particolare del busto monumentale di Costantino ai Musei Capitolini di Roma
Francesca Petretto |  | Colonia

321 d.C.-2021: 1700 anni di radici giudaico-cristiane della cultura europea, nello specifico di quella transalpina centro-orientale, sono un anniversario degno di grandi celebrazioni in Germania. La storia passa per Colonia, la colonia Claudia Ara Agrippinensium capitale della provincia germanica inferiore sulle rive del Reno che, in un’eterna diatriba su chi sia la prima, rivendica con Coblenza, Augusta, Magonza e Treviri il titolo di più antica e più importante città di fondazione romana in terra tedesca.

Qui l’11 dicembre 321 l’imperatore Costantino, dopo l’Editto di Milano (313), emette un nuovo decreto che riguarda i diritti delle comunità ebraiche in tutto l’Impero, con cui stabilisce che i cives di religione giudaica possono ricoprire cariche ufficiali nell’amministrazione comunale: «Per legge valida in tutto l’Impero, permettiamo a tutti i consigli comunali di nominare gli Ebrei nel proprio».

In tempi di revival antisemiti in tutt’Europa, di negazionismo e tesi complottiste, l’antico documento si erge, nella sua indiscutibilità storica, a baluardo dei difensori del multiculturalismo storico europeo contro chi incita all’odio razziale.

L’associazione «321-2021: 1700 Jahre jüdisches Leben in Deutschland» ha organizzato un ricco calendario nazionale di eventi culturali analogici e digitali che culmineranno nell’Estate culturale ebraica con feste, incontri, letture, performance e molto altro per festeggiare insieme la diversità e per non dimenticare.

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